DI LOREDANA LIPPERINI
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La cosa più triste della sciagurata gestione del post-terremoto è la guerra fra poveri. E così Sante Stangoni, sindaco di Acquasanta, minaccia le dimissioni se non otterrà i fondi donati dai cittadini via sms solidale per restaurare la sua grotta sudatoria. Così:
“Io lotto per i 2650 residenti che sono rimasti o che sono tornati: io spero che si capisca che senza economia si distrugge una collettività. E sui soldi degli sms bisogna fare chiarezza: la ricostruzione ha altri canali di finanziamento, ordinanze ecc. E’ giusto che con i fondi degli sms si investa sulle esigenze del territorio”.
E ancora: ”se salta il finanziamento tramite sms dei 3.000.000 di euro per il recupero della piscina e grotta termale di Acquasanta Terme sono pronto a lasciare”. Stangoni ricorda che le recenti polemiche sull’assegnazione dei fondi sms ”non tengono conto del fatto che senza posti di lavoro, qui si muore definitivamente. Se no che senso ha ricostruire? Le nostre grotte termali sono simili a quelle di Frasassi, c’è una piscina di 700 metri quadri con acqua che sgorga a 36 gradi, e un altro ambiente che è una sauna naturale. Nel passato hanno dato lavoro anche a 25 persone, 25 famiglie”.
Triste, tristissimo. Quasi più triste dei duri-e-puri che dicono che essendo la ricostruzione un diritto non bisogna accettare la carità dei cittadini (magari, chissà, posando la manina su qualche sacro testo che rende ideologicamente inattaccabili, a sprezzo delle vite degli altri, però).
Triste, tristissimo. Perché il problema non è spartirsi la fetta dei fondi pro domo propria, anche per salvare l’economia locale, ma certo. Ma pretendere, e uniti, che la ricostruzione parta ORA, e che le macerie vengano rimosse ORA, e che le casette vengano assegnate PRIMA DI ORA.
La Regione Marche è proprietaria da sette anni della famigerata grotta sudatoria (e non delle terme): perché non ha provveduto prima al suo restauro? Perché ha atteso di avere a disposizione i fondi donati? Perché, come scrive il Comitato per Arquata,
“la Regione finora inerte sulla questione deve restaurare un suo bene,valorizzandolo, con i fondi da distribuire ai COMUNI del cratere e donati per i terremotati? In questo caso la Regione dovrebbe essere solo un tramite e non la destinataria finale; quella grotta è sua. Ci auguriamo quindi che la restaurino, e splendidamente, e che magari la Regione stanzi anche più dei 3 milioni previsti. Ma tecnicamente questa cosa così come l’hanno studiata non sta in piedi, anche se dovesse comportare un dramma epocale come le dimissioni del sindaco Stangoni. Con le donazioni pro vittime di catastrofe non si dovrebbe scherzare”.
Andiamo a guardare cosa dicono i comunicati della Protezione civile sui fondi da donare attraverso il numero solidale.
Primo comunicato
Secondo comunicato
Non fosse chiaro, si parla di “importanti interventi di assistenza e ristoro per le popolazioni colpite”.  Non di usarli per riparare a lentezze o inefficienza propri. Ristoro e assistenza. Quelle che sono mancate. E trovo terrificante questa lotta interna, laddove ci sarebbe bisogno di unità. Trovo terrificante che una giunta regionale di sinistra stia aprendo non un varco, ma un’autostrada a nove corsie per i populismi e le destre.
Sentite cosa scrive sulla sua pagina Facebook il Consigliere Regionale Fabio Urbinati Pd):
“Approvo in pieno le dichiarazioni del Sindaco di Acquasanta Sante Stangoni. Noi ti saremo vicini, la riapertura della grotta sudatoria di Acquasanta Terme rappresenta un punto fermo per il rilancio di quell’area e non solo. Come Regione Marche era negli obiettivi già prima di quel terribile 24 Agosto 2016. Con questa scelta sono in gioco tanti posti di lavoro, e considerando le complessità delle offerte turistiche moderne, la vasca sudatoria di Acquasanta, unica nel suo genere, potrà darci benefici oltre le nostre previsioni. Forza Sante, ci riusciremo. Come dici tu i benefici arriveranno anche in riviera, dove abbiamo un gran bisogno di connetterci con le nostre aree interne, per un’offerta turistica completa e di grande spessore”.
Cari, basta parlare della riviera. La riviera sta benissimo. Al turismo della riviera auguriamo tutti un futuro radioso. Ma la riviera con un entroterra morto, che fa di bello? E, ancora, possibile che non ve ne rendiate conto? Possibile che non capiate che senza case e stalle non ha senso parlare ai turisti, ignorando gli abitanti? Giuro, mi viene da piangere. Dalla rabbia, e dalla frustrazione.
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