DI CHIARA FARIGU

Per la Corte d’Assise d’appello di Brescia non ci sono più dubbi: Massimo Bossetti è colpevole della morte di Yara Gambirasio, pertanto è confermato l’ergastolo. Le motivazioni che hanno portato alla sentenza di pochi minuti fa si conosceranno entro 90 giorni.
Si conclude, al momento,  una vicenda che si trascinava da quasi sette anni. Scomparve il 26 agosto del 2010 la tredicenne di Brembate di Sopra, il suo corpo fu ritrovato tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola. Un caso, questo che ha destato molto clamore sull’opinione pubblica vuoi per la giovanissima età della vittima e vuoi per l’intricatissima modalità con le quali sono state portate avanti, negli anni, le indagini che hanno poi condotto al sospettato n°1, il muratore di Mapello, Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo.
Sino a poche ore fa per Bossetti si ipotizzavano ancora tre possibili opzioni: nuova condanna, assoluzione con immediata scarcerazione o rinvio a giudizio con perizia sulla prova del Dna. E’ su quest’ultima che puntava Bossetti con la dichiarazione spontanea rilasciata prima che i giudici si ritirassero in Camera di Consiglio: “Sono innocente, rifate il test del Dna. Poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi , neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà”.
Ma questo appartiene ormai al passato. Il presente è la condanna all’ergastolo di Bossetti, da tre anni in carcere e che si è sempre dichiarato innocente. “Come fate a condannare una persona che è assoltamente innocente”? ha continuato a ripetere sempre ai giudici durante le udizienze dei processi ed anche oggi.

 

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