DI CHIARA FARIGU


Ha pianto Bossetti alla lettura della sentenza, arrivata dopo oltre 15 ore di Camera di Consiglio poco prima dell’una del mattino, che conferma il suo ergastolo per l’omicidio della tredicenne di Brembate di Sopra. A renderlo noto uno dei suoi legali che ora annunciano il ricorso in Cassazione perché “questa sera si è assistito alla sconfitta del diritto”, ha commentato a caldo. E’ scoppiata in lacrime anche Maria Comi, moglie di Bossetti, presente in aula con la suocera e la sorella. Sull’altro fronte, i legali di casa Gambirasio si dichiarano soddisfatti perché “giustizia è stata fatta”. Lui, il muratore di Mapello, si è sempre dichiarato innocente, anzi “vittima del più grande errore giudiziario di tutta la storia”. A non aver alcun dubbio sulla sua colpevolezza i giudici della Corte d’appello d’assise di Brescia, certezza che per loro giunge proprio da quel Dna (contestato dalla difesa che ne chiedeva il rinvio a giudizio per una nuova perizia) che si è aggiunta a quella serie di indizi che lo inchiodano alle sue responsabilità. La superperizia, era questo il busillis da sciogliere e che ha protratto più del dovuto la Camera di Consiglio. Un ostacolo non indifferente. Dovuto soprattutto alla quantità ritrovata sugli slip di Yara, talmente esigua da essersi quasi del tutto “consumata” nel primo test pertanto impossibile, o quasi, poter essere riutilizzata per un nuovo confronto col sangue di Bossetti. Va ricordato a tal proposito che nel 2011 gli investigatori isolarono una traccia di Dna sui leggins e gli slip di Yara. Solo dopo mesi di comparazioni del test genetico di “Ignoto 1” con quello di decine di migliaia di persone di tutto il bergamasco, si arrivò a Bossetti: il suo Dna coincideva con quello di “Ignoto1”. Prova inconfutabile per i giudici di 1° grado così come per quelli della Corte di Brescia.
Al carcere a vita si aggiungono anche sei mesi di isolamento diurno poiché inizialmente Bossetti aveva cercato di incolpare un collega sul quale indirizzare le indagini.
La famiglia Gambirasio, che al clamore ha sempre preferito il riserbo, non ha rilasciato dichiarazioni limitandosi a ringraziare i legali per il lavoro svolto.

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