DI MANUELA PALERMI

Il Pd è un malato grave. Tutta colpa di Renzi? Molta. Ma ricordo il dibattito nella direzione nazionale in cui i futuri scissionisti chiedevano un congresso vero. Fu negato da Renzi. Ma non solo da lui, dalla stragrande maggioranza di quella direzione.
Ricordo Veltroni quando fece cadere il secondo governo Prodi. Fu lui, ne sono diretta testimone. Voleva sbaraccare il centrosinistra per il partito a vocazione maggioritaria. Solo Veltroni? Non solo lui, ma tutti coloro che oggi ripropongono fuori tempo il centrosinistra.
Il Pd s’è ammalato quando ha tradito il suo popolo. In quel popolo c’è anche qualche riccone, qualche potente, qualche banchiere. Ma nel popolo maggioritario che proviene dal Pci (e in parte anche dalla Dc) ci sono essenzialmente lavoratori, del braccio e della mente, come si diceva una volta. Le leggi del Pd sono state esattamente contro di loro. E’ stato Renzi a volerle? Certo, ma tutto il Pd era con lui e tutto il Pd le ha votate.
In questo inarrestabile rovesciamento di valori e rappresentanza, la destra ha fatto passi avanti giganteschi. Come sa fare la destra, senza proposte né soluzioni, ma aizzando gli uni contro gli altri, giocando miserabilmente sul dramma degli immigrati, riesumando odiose gesta fasciste.
Ora sta a noi. Siamo un partito piccolo, censurato dai media, ma con una rete di iscritti, militanti e simpatizzanti non da poco. Liberi dai batteri e dalle infezioni degli ultimi anni possiamo farcela. La parola d’ordine non può essere “un’unica lista a sinistra”, non ha senso. Unica lista per che, per fare che? Per non disperdere voti? E’ giusto, ma non vale come “unica” motivazione. La lista che faremo ricomincerà dalla centralità del lavoro, dalla restituzione della dignità. Dignità del lavoro non è solo un diritto, evoca un modello di società, significa il recupero di una concezione del mondo. E noi, anche se ancora piccoli, a questo lavoriamo. Per continuare a crescere.

 

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