DI CARLO PATRIGNANI

Il nesso vaccino-democrazia, uscito prepotentemente fuori dalle penombre oscurantiste anche per una certa carenza informativa dell’arte medica, è la cartina di tornasole di come e quanto si ha davvero a cuore la salute, il benessere fisico della società e in particolare di bambini e bambine: vaccinarsi è un atto di responsabilità personale, è acquisire l’immunità personale da gravi malattie infettive un tempo incurabili, ma è al tempo stesso un atto di di responsabilità collettivo in quanto dà protezione a coloro che non possono vaccinarsi, è la cosiddetta immunità di gregge.

E’ su questo terreno, del valore universale della sanità e della salute come bene comune, che si gioca la capacità delle Istituzioni di saper rispondere adeguatamente all’ondata di individualismo, di egoismo, di populismo che, non supportata da dati scientifici, oggettivi, vuol mettere in discussione l’efficacia e la sicurezza, ampiamente dimostrate, dei vaccini: è la post-verità che nega l’evidenza scientifica, ossia che grazie ai vaccini non ci sono più malattie infettive – poliomelite o difterite – mentre per aver abbandonato la vaccinazione è ricomparso il morbillo, attacca il virologo dell’Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Pavia, Giovanni Maga per il quale il nesso vaccini-democrazia è del tutto chiaro ed evidente.

Quindi il virologo cita la guida dell’Istituto Superiore di Sanità che smentisce credenze e fake news diffuse in Rete sulla correlazione tra vaccini e malattie autoimmuni e tra il vaccino contro morbillo, rosolia e parotite e l’autismo, come sulla loro sicurezza, nessuno dei vaccini commercializzati in Europa contiene da diversi anni derivati del mercurio, di cui non è mai stata dimostrata la pericolosità nelle quantità e nelle forme contenute nei vaccini. Le quantità di formaldeide, alluminio e di altre sostanze sono minime e tali da non causare alcun danno alla salute.

Vero è che, invece, la riduzione delle coperture vaccinali – evidenzia Magaha provocato la recrudescenza di malattie come il morbillo, di cui però si tende a negare segnali di un’epidemia incipiente, e potrebbe portare al ritorno di patologie ormai assenti dal nostro Paese, come la poliomelite o la difterite che sono ancora presenti in altre parti del mondo.

E qui il drammatico: che fare? Rendere le vaccinazioni obbligatorie? Non sono un fautore della coercizione, nè considero lo strumento coercitivo il migliore, però di fronte a certi inequivocabili segnali, come l’aumento dei casi di morbillo, lo Stato proprio perchè persegue, dovrebbe perseguire, il bene comune, qualcosa deve pur fare: non si può restare fermi ai giochi politici. E’ questa una situazione delicata che non riguarda soltanto noi ma anche altri paesi come l’Inghilterra, gli Usa, la Germania e la Francia tanto che quest’ultima si sta orientando sull’obbligatorietà delle vaccinazioni, addirittura portandole da 3 a 11, risponde Maga.

Perchè, allora, siamo giunti a questa situazione di frote diffidenza della gente verso la scienza, la medicina e suoi innegabili progressi? Secondo il virologo del Cnr: non c’e’ probabilmente una sola risposta: si tratta forse del concorso di più fenomeni. Intanto il ritorno all’individualismo, alla contrapposizione con il gruppo, a una certa diffidenza verso la condivisione, per cui si vive come intrusione qualsiasi cosa collettiva; poi la diffusa sensazione di esser diretti da lobby e poteri forti che tengono sotto controllo le nostre vite e tra essi le case farmaceutiche che però – rimarca Maga – non certamente con i vaccini fanno i loro maggiori profitti e infine una diffusa sfiducia nelle istituzioni e nella politica.

Chissà se la risalita della democrazia non cominci proprio dai vaccini, dall’immunità personale che si fa immunità collettiva al mix di individualismo, egoismo e populismo così da metter in salvo la democrazia e con essa il sapere scientifico che deve però diventare conoscenza per tutti. Se questo vale per chi sa curare e guarire la malattia fisica, a maggior ragione vale per chi, a differenza dell’antipsichiatria e del freudismo, ha la cura e la guarigione dalla malattia mentale, ossia la psichiatria e la psicoterapia, che hanno il compito di dare l’immunità dalla malattia mentale.

E per farlo, come suggerisce lo psichiatra e psicoterapeuta, Carlo Anzilotti sulla rivista Il Sogno della Farfalla, esse non possono non confrontarsi quotidianamente con la cultura e il pensiero attuali che pur se dominanti non sono immodificabili.

La nostra formazione sarebbe parziale o incompleta se non riuscissimo a sviluppare il linguaggio e la conoscenza; se cadessimo nel silenzio rischieremmo di ritrovarci come ‘la bella addormentata nel bosco’, perdendo così gli strumenti per portare avanti la ricerca e opporsi a quelle idee avvelenate che sappiamo essere nascosta in certe posizioni culturali, avverte Anzilotti di seguito alla provocazione dell’autore della teoria della nascita, Massimo Fagioli: la psichiatria direbbe che il nostro silenzio è malattia come quello di coloro che hanno perduto il buon funzionamento della coscienza, la psichiatria direbbe che il nostro silenzio è l’impotenza di coloro che non hanno capito, compreso, conosciuto la malattia dei propri simili. Pertanto, conclude Anzilotti, adesso, ancor di più, tocca a noi…

     

 

 

 

 

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