DI CLAUDIA PEPE
Dal Corriere della Sera “L’altalena per disabili chiusa a Imperia. Troppo pericolosa per i bambini sani.” A dare la notizia è stata la signora Michela Aloigi, madre di un ragazzo disabile, Matteo, che dell’altalena si serviva regolarmente.” «Io e Matteo ringraziamo tutti quei cittadini che hanno fatto chiudere l’altalena così che i propri figli “normodotati’, possano rimanere incolumi mentre loro chiacchierano e giocano con il cellulare.” Michela Aloigi è una donna forte, madre di 2 figli e presidente dell’Associazione no profit:” La giraffa a rotelle”, che come obiettivo ha una città senza barriere, barriere che noi abbiamo costruito con l’incapacità di vedere e ascoltare le necessità di chi forse guarda la vita da una sedia a rotelle, ma ha gli stessi diritti di ogni persona. Il sindaco della città, Carlo Capacci, ha precisato su Twitter: «L’altalena è chiusa perché gli elastici di sicurezza si rompono quando viene usata dai normodotati». E poi polemicamente ha invitato «a non far girare per tutta l’Italia e oltre la foto di una persona disabile che non è in grado di autorizzarne l’uso». Replica della presidente dell’associazione «La giraffa a rotelle»: «È una cosa vergognosa sentire certe frasi uscire dalla bocca di un sindaco, siamo tutti cittadini allo stesso modo. Quell’altalena è l’unico gioco che abbiamo in città come punto di svago e incontro tra noi e gli altri ragazzi. Non ho attaccato nessuno, né il sindaco né l’amministrazione, ho solo chiesto la riparazione dell’altalena, per la quale fortunatamente sono arrivate risposte dall’ingegnere che ha seguito la realizzazione».
Io insegnante di sostegno, vorrei vedere un’umanità che non facesse differenze tra persone che sanno amare, comunicare, parlare, pensare, anche se lo fanno in una maniera diversa. Le persone sono uguali e differenti creando la bellezza dell’umanità. La forza di questo mondo, così schiavo delle apparenze e dei luoghi comuni, deve essere, soprattutto oggi, “il paese dell’umanesimo, di Maria Montessori, di Don Lorenzo Milani e Franco Basaglia sia oggi nella situazione di chi osserva il mondo con un paio di occhiali mentali e culturali imposti dal dominatore del momento, con la conseguenza che la stessa cultura pedagogica italiana vive una situazione di sradicamento e di marginalità.” Alain Goussot. Michela dice: “Non vi preoccupate, andiamo a rinchiuderci a casa. Grazie! W la civiltà!” Ma non richiudendoli in casa si risolve un problema che sembra non esistere davanti a sguardi compassionevoli o davanti a mani che dispensano carezze per poi tramutarsi in dita indagatrici. Tutto ciò per un’altalena speciale installata solo pochi mesi fa (a fine 2016) nel parco urbano di Imperia, un progetto inclusivo e integrante per tutti, per i bambini e gli adulti, ma criticata dai genitori di bimbi “normodotati”. La ritenevano pericolosa per l’incolumità dei propri figli. Il fatto è che l’altalena per i disabili veniva, appunto, impropriamente utilizzata da tutti gli altri bambini tra il disinteresse dei genitori. Da qui il giudizio di “pericolosità” Ma è possibile che alla radice di tutto ciò ci sia un sottile fastidio, un malessere nato da una sotto cultura nata nella profondità dell’animo umano? L’altalena è stata chiusa. Forse per chiudere i nostri stessi occhi davanti alla vita, davanti alla differenza, davanti a tutto ciò che non ci assomiglia. La vera disabilità è quella dell’anima che non comprende, quella dell’occhio che non vede i sentimenti, quella dell’orecchio che non sente le richieste d’aiuto. Solitamente, il vero disabile è colui che, additando gli altri, ignora di esserlo. Avanti Michela, noi siamo con Lei e l’umanità.
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