DI GIORGIO DELL’ARTI
Il cellulare è un amico pericoloso, specie quando si guida e guidando, magari, si digita qualcosa o si tenta l’azzardo di un selfie. Al punto che il numero degli incidenti mortali, sempre in calo da una quindicina d’anni, segna adesso un +1% e questo +1% è dovuto proprio ai telefonini. Questa è la premessa per capire il senso della stretta annunciata ieri dal ministro dell’Interno, Marco Minniti.
• Di che si tratta?
Il ministro, con una direttiva che porta il nome di “Direttiva Minniti”, impone la tolleranza zero verso chi: guida e usa il cellulare; va in moto o in motorino senza casco; si mette al volante avendo bevuto o essendo sotto l’effetto di stupefacenti; accende il motore della macchina e parte senza la cintura di sicurezza. Per tutta questa genìa di incoscienti sono previsti il raddoppio della multa e/o il ritiro della patente già al primo sbaglio. Ad esempio: per chi usa il cellulare si potrebbe andare da un minimo di 160 a un massimo di 640 euro per la prima infrazione, e da 328 a 1.282 per la seconda. La sospensione della patente sarebbe immediata: 1-3 mesi la prima volta, 2-6 mesi la seconda. Inoltre: decurtazione di 5 punti la prima volta, di 10 la seconda. Sono le idee che la Commissione Trasporti della Camera ha inserito, coerentemente con i progetti di Minniti, in un emendamento all’articolo 173 del codice della strada. Queste nuove regole integreranno quelle sull’obbligo dei dispositivi antiabbandono dei bambini in macchina di cui s’è parlato nei giorni scorsi.
• Che razza di strage sulle strade d’Italia giustifica questo giro di vite?
Beh, impressiona soprattutto questo: che gli incidenti sono diminuiti, ma gli incidenti mortali sono aumentati. Incidenti di quest’anno (1 gennaio-16 luglio): 39.049. Incidenti dell’anno scorso (stesso periodo): 40.466. Il calo è del 3,5%. Morti in strada nel periodo 1-30 giugno di quest’anno: 800. Dell’anno scorso: 745. Incremento del 7,4%.
• Ed è tutta colpa dei cellulari?
Si direbbe di sì. Guardiamo le statistiche delle infrazioni. Tra il 2015 e il 2016 sono diminuite del 10,5%, con un calo particolare di quelle relative all’eccesso di velocità (-26,8%). Ma quelle relative all’uso del telefonino mentre si sta al volante sono aumentate del 15,1%: sono state 23.011 nel periodo 1-30 giugno 2016, sono 26.948 nel primo semestre di quest’anno. Si potrebbero fare parecchie considerazioni su questi dati, la più significativa delle quali potrebbe essere questa: il cellulare è quasi diventato una parte inseparabile del nostro corpo, non possiamo farne a meno neanche quando dovremmo avere mani e testa occupate per tutt’altro, per esempio non mettere in pericolo la vita nostra e altrui. Il fenomeno è mondiale, al punto che in Gran Bretagna giace con buona probabilità di approvazione una proposta di legge del ministro dei Trasporti Christopher Grayling in cui è prevista la possibilità che chi uccide qualcuno perché distratto dal cellulare mentre guida possa essere condannato anche all’ergastolo. Sulle responsabilità del telefonino possiamo rifarci anche a una dichiarazione recente del ministro Delrio: «L’ottanta per cento degli incidenti stradali gravi derivano dall’uso dello smartphone alla guida».
• Già che c’era, il ministro Minniti ha detto qualcosa sul vizio dei comuni di far cassa con i soldi delle multe, gli autovelox nascosti e tutto l’ambaradan relativo?
Nella Direttiva Minniti si parla parecchio di questo. I prefetti, che sono funzionari dello Stato e non dei Comuni, sono invitati a monitorare costantemente i «sistemi di rilevazione della velocità affinché risultino motivati esclusivamente da condivise esigenze di sicurezza stradale». Si ammette anche la possibilità delle «riprese frontali», «purché si proceda all’oscuramento automatico dell’abitacolo e quindi al non riconoscimento delle persone a bordo del veicolo». Si prevedono infine «regole più puntuali» per presegnalare le postazioni di controllo della velocità. E gli Autovelox non dovranno essere adoperati per fare cassa.
• A quanto ammontano gli incassi degli autovelox?
Del miliardo e 700 milioni di multe, l’84% viene incassato dai Comuni, cioè proviene dagli autovelox. Si tratterebbe però, secondo quanto afferma Antonio De Caro, presidente dell’Anci (l’associazione dei Comuni), di cifre abbastanza teoriche perché molti automobilisti non pagano. De Caro è sindaco di Bari, e sostiene che il comune di Bari, su nove milioni di euro sanzionati, riesce a incassarne solo cinque. «Il 50 per cento di quanto incassato, poi, deve comunque essere utilizzato per la sicurezza stradale». La morosità molto alta risulta anche a noi: Napoli deve riscuotere quasi mezzo miliardo, Roma 250 milioni. Due anni fa Gianni Trovati scrisse sul Sole 24 Ore che i «mancati versamenti» in tutt’Italia arrivavano alla cifra mostruosa di 32 miliardi. Non credo che le cose, dal 2015 a oggi, siano cambiate molto. Forse la mano dura di Minniti, se sarà veramente dura, ci voleva
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