DI VANNI ZAGNOLI
Sono giorni cruciali per l’atletica, fra meeting con vista Londra e gli Europei under 20 di Grosseto.
Partiamo dai convocati per i mondiali, in serata l’elenco diverrà ufficiali, l’abbiamo avuto in anticipo, nel dettaglio, anche con i punti interrogativi legati al cosiddetto target number, ovvero l’elenco degli atleti ripescabili per arrivare al minimo di iscritti alle qualificazioni, in ciascuna gara.
Per 29 azzurri il posto non è in discussione. Nei 200 ci sarà Filippo Tortu, grazie al crono del Golden gala. Sui 400, il piemontese Davide Re, negli ostacoli Bencosme, domenicano di Cuneo.
Nel lungo il nigeriano di Ivrea Kevin Ojiaku, 8,12, nel triplo il piacentino Della Valle, qualificato oggi a Grosseto. Il martello è con il piemontese Marco Lingua. Nel salto in alto c’è Gianmarco Tamberi, campione europeo in carica, senza minimo.
Maratona con La Rosa e Meucci, campione europeo a Zurigo. Sui 3mila siepi l’unico tris maschile, con il marocchino Baumossa, l’etiope Chiappinelli e il tunisino Zoghlami, di stanza a Trapani. Grandi speranze dalla marcia, come sempre: sulla 20 km con il milanese Giupponi, il pugliese Fortunato e il romano De Luca; nella 50, sempre De Luca e il marchigiano Antonelli.
L’Italia femminile punta su Irene Siragusa, da Siena, sui 200. Sui 400 la reatina Benedicta Chigbolu, negli ostacoli la friulana Caravelli, 35enne, e nigeriana di Fidenza Ayomode Folorunso e la cubana di Salerno Yadisleidy Pedroso. La staffetta 4×400 punta anche sulla marchigiana Maria Enrica Spacca, sulla cubana Libania Grenot, che ormai vive negli Usa, e Lukudu ivoriana bologna. Sui 800 la Santiusti, cubana di Padova, mentre i 1500 premiano la volontà della cesenate Margherita Magnani, presente in molti meeting della Diamond league, di esempio per l’Italia.
Nell’alto, Alessia Trost insegue il podio, come le marciatrici della 20 km: la pugliese Palmisano e le milanesi Giorgi e Trapletti.
E poi c’è il target number, con il martellista Simone Falloni, romano di San Cesareo, l’altista Erika Furlani (di Rieti, mamma senegalese). Non rientra fra i ripescati l’800centista Benedetti, mentre è certa la lunghista vicentina Laura Strati, a 3 centimetri dal 6,75 di ammissione. Ottime chances anche per l’ucraina di Salerno Darja Derkach nel lungo, per la bolognese Bertoni sui 3mila e per la veronese Gloria Hooper sui 200.
Sono ben 13 i “nuovi italiani”, a rimpolpare una nazionale che rischia di finire senza podi.
Il dt Elio Locatelli sarà accompagnato dai tecnici Fabrizio Mori (ostacoli), La Torre e Parcesepe (marcia), Marco Tamberi (alto) e da Tortu, al seguito del figlio.
Ottime notizie arrivano da Grosseto, la città del presidente federale Alfio Giomi che allo stadio Zecchini ha ospitato gli Europei giovanili.
Oggi l’oro della 4×400 e un tris d’argento. L’ultima gara esalta, con Vladimir Aceti, russo di Brianza,
il lodigiano Edoardo Scotti, l’albanese di Legnano Klaudio Gjetija e con il napoletano Alessandro Sibilio: 3’8”68, record mondiale stagionale juniores, davanti alla Francia e alla Polonia.
Secondi sempre Sibilio sui 400 hs, il piacentino Dallavalle nel tripl (16,87, record nazionale juniores) e la 4×100, con il debuttante Alexandru Zlatan, romeno di Modena, il siciliano Nicholas Artuso, il romano Mario Marchei e super Filippo Tortu, capace di recuperare 5 metri alla Germania: 39”50, primato nazionale juniores, dopo 22 anni.
L’Italia è 5^ nel medagliere con 3 ori, 5 argenti e un bronzo ma prima in campo maschile.
Inutile, invece, il meeting del Sestriere, organizzato dalla Fidal per qualificare altri azzurri nei salti in estensione. Nel lungo vince Musso con 7,97, distante dall’8.15 utile per Londra.
Rispetto alla spedizione di Londra, mancano la finalista friulana Desirèe Rossit, rientrata in gara solo un mese fa, e Fabrizio Donato, che a 41 anni rischia di avere dato l’addio. C’erano grandi speranze nel lungo, per gli 8 metri indoor di Jacobs e Howe, incapaci però di confermarsi all’aperto, al pari di Randazzo, cui non è bastato il salto in altura piemontese.
A Londra sarà la prima volta della 50 chilometri femminile, per la quale le iscrizioni sono aperte sino a domani sera.
A Pechino 2015 l’Italia chiuse senza medaglie, a Kazan ’13 un argento, a Daegu due bronzi. In mezzo, solo un bronzo dalle Olimpiadi di Rio e niente da Rio. Servirebbero un bel tris e una decina di finalisti. Siamo lontani.
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