DI CECILIA CHIAVISTELLI
Non si placa la distruzione del nostro patrimonio boschivo. L’emergenza assume sempre più i connotati di un disastro senza precedenti. La mappa degli incendi copre gran parte del nostro territorio nazionale mentre il bollettino registra una notte intensa per i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e i volontari impegnati nella salvaguardia dell’ambiente.
Arriva il fuoco anche nella Capitale. Tra EUR e Magliana si alza una densa colonna di fumo. Bruciano i rifiuti, piromani maledetti. Traffico bloccato e disagi tra la gente. Di nuovo in fiamme la pineta di Castel Fusano. Non bastavano 100 ettari di parco andati a fuoco la scorsa settimana. L’impegno delle tre squadre di vigili è al massimo con l’ausilio di un Canadair e due autobotti. Fuoco alle sterpaglie e fumo rallentano il traffico anche in località San Basilio e verso Fiumicino.
Brucia il Gargano. Da ieri e per tutta la notte sono proseguite le operazioni di spegnimento dell’incendio che, colpevole il vento africano, si è sprigionato dalla zona di Peschici per spostarsi lentamente e inesorabilmente verso Vieste, località Mandrione . In aiuto ai vigili del fuoco e di quanti stanno cercando di estinguere le fiamme sono arrivati due Canadair che dovrebbero dare un sostegno significativo con i loro getti di acqua e liquido. In Sardegna continua la lotta per spegnere il rogo a Torpè in provincia di Nuoro dove il maestrale ostacola il lavoro di spegnimento nonostante siano all’opera due Canadair. Circa una trentina di famiglie sono state evacuate. Intanto altri focolai sono divampati questa mattina a Tortolì, in località San Salvatore, a Bosa e nel cagliaritano distruggendo intere aree agricole.
Un’altra giornata di paura quindi dopo il devastante e vasto incendio di ieri sviluppato nella zona del basso Molise, a Termoli, nell’area Fiat, per poi continuare verso Guglionesi e Rio Vivo. Per ore si è vissuto nell’angoscia mentre venivano chiuse le strade statali, la Bifernina e Autostrada A14.
Verso le 10 di ieri sera al confine dell’Emilia, nella parte alta della Lunigiana, si è scatenato un altro incendio innescato forse da una sigaretta lanciata da un finestrino che, con il vento forte ha acceso la miccia e impegnando i vigili di Aulla e di Parma nell’opera di estinzione.
Mentre si attende una diminuzione delle temperature si fa un’analisi degli ingenti danni causati in questi ultimi mesi dal fuoco. I dati sono inquietanti se si pensa che l’area di Italia bruciata ricopre circa 44 mila ettari, gran parte di questi di origine dolosa complice la stagione e il vento caldo. Un danno economico ingente per il 2017 che detiene il primato in fatto di distruzione delle aree verdi. I roghi comportano anche un maggiore livello di inquinamento causato dall’aumento di anidride carbonica.

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