DI GIORGIO CREMASCHI
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L’articolo 53 della Costituzione dice semplicemente e brutalmente che la tassazione “s’informa a criteri di progressività”. Questo significa che chi ha tanto deve pagare tasse con aliquote più alte di chi ha poco. Questo articolo sinora è stato applicato per difetto, cioè i ricchi han pagato troppo poco rispetto ai poveri, o addirittura inapplicato, con imposte indirette che gravano sul lavoratore Telecom allo stesso modo di Cattaneo, che per un anno di attività riceve 30 milioni di euro. Invece che combattere la ingiustizia fiscale a danno dei poveri, la Flat Tax la istituzionalizza.
Peccato però che un’aliquota unica del 25%, che in cambio di pochi spiccioli per i poveri regalerebbe miliardi al 10% più ricco del paese, sia semplicemente INCOSTITUZIONALE. Lo ha riconosciuto Panebianco, che in un editoriale del Corriere della Sera proprio a tale scopo ha chiesto di distruggere la prima parte della Costituzione. Salvini, Berlusconi, Renzi invece fanno finta di niente e sostengono la flat tax o sue varianti. Bene signori, anche per voi il 4 dicembre 2016 il popolo italiano ha votato NO. Quindi rimettetevi in tasca i vostri imbrogli a favore dei ricconi e andate a quel paese, quello senza la nostra Costituzione.
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