DI SIMONA CIPRIANI
Secondo voci di corridoio, Salvini starebbe proponendo un nuovo nome e un nuovo logo per la Lega Nord. A via Bellerio sarebbero al lavoro anche se ancora non ci sono conferme ufficiali.
Pare che la principale novità sia nell’eliminazione della parola “nord”, troppo restrittiva per rappresentare un partito che vuole conquistare il consenso in tutto il Paese. La proposta sarebbe creare una “Lega dei Popoli”, un contenitore che riunirebbe in un unico simbolo e un’unica bandiera tutte le realtà territoriali e regionali italiane.
La parola d’ordine sarebbe quella pronunciata dal segretario federale a Parma, dopo essere stato eletto con l’83% dei voti: “Prima gli Italiani”.
D’altronde il lavoro sviluppato da salvini ultimamente, lascia intendere che questa svolta sia ormai l approdo conclusivo di un percorso naturale.
Gli ultimi mesi del leader del Carroccio sono stati frenetici, con una presenza costante al sud, ma anche al centro del Paese, che l’ha portato a incontrare le comunità di Noi con Salvini a Napoli, in Sicilia, in Calabria, in Molise, in Toscana, Lazio, a L’Aquila cercando un confronto anche con quei cittadini ancora diffidenti nei confronti della Lega Nord e del suo passato anti-meridionalista.
La strategia di unire Nord e Sud era già stata evidente al congresso quando Salvini aveva presentato una piattaforma che sosteneva l’unione di tutti i popoli d’Italia in nome della riappropriazione della sovranità nazionale e della lotta a un’immigrazione incontrollata a sostegno del popolo italiano sobbarcato dall’onere dell’accoglienza di centinaia di migliaia di migranti per lo più economici.
La mossa potrebbe essere vincente e aprirebbe scenari politici interessanti trasformando la Lega da forza localista, in forza nazionale, senza perdere il suo carattere autonomista, come, più volte, ha dichiarato lo stesso Salvini.
L’esperimento di Noi con Salvini al sud potrebbe aprire una strada, un varco, nella diffidenza dei meridionali nei confronti della Lega.
Sicuramente il desiderio di proporre un’immagine di Lega più coerente e coesa, meno trincerata nella difesa dei privilegi del Nord e soprattutto meno provinciale potrebbe incontrare qualche resistenza nello zoccolo duro del partito ma vista la popolarità del suo segretario ci sono tutti i presupposti perché presto diventi realtà.
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