DI NICOLA FRATOIANNI
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Nella notte tra il 3 e il 4 luglio il consorzio Tap, con la sua consueta arroganza, ha deciso, infischiandosene di tutti i divieti, di riaprire il cantiere di San Basilio a Melendugno. Quella notte, numerosi uomini e mezzi delle forze dell’ordine hanno militarizzato il territorio, reprimendo i manifestanti e ferendone brutalmente alcuni, durante pacifiche manifestazioni di protesta e blocchi stradali. Per quel blitz notturno abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare su cui attendiamo risposta dal governo.
Qualche giorno fa, come se non bastasse, molti di quei manifestanti hanno ricevuto provvedimenti firmati dal questore di Lecce che preannunciano multe da 2.500 a 10.000 euro.
Tra loro anche donne e uomini che ho avuto il piacere di conoscere tra fine marzo e inizio aprile nei presidi di protesta contro il gasdotto Tap, giorni in cui, a tutela di interessi privati, lo Stato intervenne massicciamente con inaudita violenza.
I ‘verbali di accertamento di violazione amministrativa’ sono un atto intimidatorio, sintomo di una volontà ben precisa di criminalizzare il dissenso. Sono sintomo di una democrazia in difficoltà che preferisce la repressione al dialogo e al confronto. Supporteremo tutte le iniziative utili di sostegno e di solidarietà alle persone raggiunte da queste vergognose notifiche.
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