DI NELLO BALZANO

La critica ai sistemi di informazione italiana sarebbe utile ed opportuna quando noti l’enfasi di notizie che dovrebbero trovare massima indignazione tra i lettori, come nel caso della Stampa di questa mattina, dove nella cronaca nazionale si dà spazio ad un inchiesta sugli stabilimenti balneari per i ricchi, come il Twiga di Forte dei Marmi di Briatore o le spiagge della Costa Smeralda in Sardegna.
Con l’equivalente di spesa di una giornata in quei posti, una famiglia normale ci campa due mesi, ti chiedi cosa faranno mai in quei posti, quali saranno i servizi che ti offrono? Teli profumati e cassaforte per i Rolex.
Ma forse il servizio che più predilige chi è disposto a spendere cifre enormi, a mio giudizio, non è descritto ovvero quello di non mischiare il respiro con quello di persone che ti creano fastidio come tanti operai o altro, insomma il loro problema non sono i 35 euro spesi al giorno per dare un minimo di dignità ai profughi, un’indignazione che è prevalente tra tanti poveri nell’infinita guerra con i suoi siimili, no, il loro cruccio è tenere distanti tutti coloro che non possono spendere 1000 euro per 2 lettini e poco interesserebbe se i teli non sono profumati, basta tenerli distanti.
Ecco così che uno che ritiene insopportabile il problema delle ingiustizie e della mancanza di solidarietà, come il sottoscritto, si incazza e non poco quando legge queste “inchieste” e ti domandi se forse non hai buttato via un euro e mezzo per venirne a conoscenza, ma nemmeno il tempo di pensarlo, passi alla pagina successiva e ti rincuori un attimo.
Nella cronaca internazionale leggi che il ministro dei trasporti inglese Chris Grayiling ha deciso di abolire la prima classe nei treni per i pendolari, perché ritiene intollerabile che tanti viaggiatori costretti dall’uso del treno per guadagnarsi la giornata, devono sopportare un viaggio d’inferno schiacciati come sardine, mentre le carrozze di prima classe sono vuote per metà, in poche parole considera un insulto questo tenere distinti due servizi per un unico scopo, la differenza sociale tra i viaggiatori.
A questo punto devo ricredermi sul giudizio negativo nei confronti della Stampa, e mi piace immaginare che la scelta redazionale di contrapposizione di due Paesi rispetto ad un contesto di eguaglianza sociale sia stata voluta, un Italia che non si indigna come dovrebbe di fronte al dramma della povertà e della crisi che colpisce con forza solo i deboli, ma nello stesso tempo guarda forse con un po’ di invidia questi pochi sempre più ricchi, ed un Inghilterra oggi fuori dall’Europa che dal suo governo, seppur lontano dagli ideali di sinistra, mette in campo una piccola battaglia com’è quella di eliminare le differenze tra ceti sui treni pendolari.
Ecco che, anche se con piccoli passi, puoi illuderti che qualcosa possa ancora cambiare in meglio e sarebbe bello se la scelta del ministro inglese possa allargarsi in tante direzioni.
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