DI JACOPO MELIO
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Zion Harvey è un bambino di 10 anni che vive a Baltimora, città americana appartenente allo Stato del Maryland. Il piccolo, come tutti i suoi coetanei, ha sempre avuto un sogno [VIDEO]: poter stringere tra le mani una mazza da baseball e praticare quello che è il suo sport preferito. Per tanto tempo, però, sembrava che questo desiderio non potesse assolutamente realizzarsi, perché a soli due anni, a causa di una tremenda infezione, il bimbo ha perso sia gli arti inferiori che quelli superiori e ha dovuto essere sottoposto anche ad un trapianto di reni. Successivamente, le protesi ai piedi gli hanno consentito un buon livello di autonomia e Zion non si è mai perso d’animo, continuando a sperare che un giorno avrebbe potuto ottenere ‘Il pezzo della mia vita che mancava’.
Il doppio intervento alle mani nel 2015
Due anni fa, la svolta. Nel luglio del 2015, infatti, al Children’s Hospital di #philadelphia, una equipe costituita da ben 40 specialisti ha eseguito un grandioso intervento della durata di 11 ore, durante il quale terminazioni nervose, vene, ossa, pelle e tendini sono stati riattaccati e il sangue ha immediatamente cominciato a fluire alle nuove mani del bambino, donate logicamente da una persona deceduta. Il piccolo all’epoca aveva solo 8 anni ma ha dimostrato di possedere un grande coraggio. Poco dopo la fine della delicata procedura, si è presentato con uno splendido sorriso di fronte ai giornalisti, ringraziando tutti coloro che l’avevano aiutato nel suo percorso.
Un sogno che si realizza
Oggi, a distanza di 2 anni, i dottori che hanno operato Zion hanno reso noti gli esiti del postoperatorio su un’importante rivista di settore, sulla quale si può leggere che il bambino è in grado di compiere le attività quotidiane e continua ad incrementare le funzioni delle sue nuove mani.
La Dottoressa Amaral ha spiegato che non è stato facile giungere a questo punto. Il piccolo, infatti, ha subito 8 episodi di rigetto, che sono stati bloccati mediante farmaci immunosoppressori, che hanno evitato il danneggiamento della funzionalità delle mani trapiantate. Il Dottor Levin, responsabile dell’operazione, ha voluto esprimere la propria ammirazione per il coraggioso paziente, dichiarando di non averlo mai visto piangere o lamentarsi per la terapia e che la sua forza ha contagiato anche i medici. Alla fine, il sogno di Zion è diventata una magnifica realtà e la mazza da baseball potrà essere finché vorrà la sua fidata compagna di avventure. #disabilità
🙂
http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/07/trapianto-di-mani-a-bimbo-di-otto-anni-oggi-puo-giocare-a-baseball-001867987.html

 

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