DI FERNANDO CANCEDDA

– Cari amici e compagni, non dobbiamo sposarci e neppure fidanzarci, possiamo però fare un pezzo di strada insieme. Decidendolo dopo le elezioni o ancora meglio dichiarandolo prima, purché sia chiara l’alternativa alla politica passata e presente di Renzi e del renzismo. Ma anche a quella futura, sulla quale non ci è permesso nutrire illusioni di sorta. Ciò detto, non stiamo a mettere i puntini sulle i, né sulle battute o sugli abbracci. Del resto, la differenza non è soltanto tra Speranza e Pisapia. Una differenza di prospettiva si troverebbe facilmente anche tra Articolo Uno e Possibile, tra Articolo Uno e Alleanza (Montanari/Falcone). E allora? La scelta non è quella tra il “tutto e subito” e la politica del “meno peggio”, tanto meno quella suicida del “tanto peggio” . La buona politica, secondo me, è quella che ha idee chiare sui valori a cui ispirarsi e sugli obbiettivi da raggiungere, valori e obbiettivi che ogni forza politica ha il dovere di indicare pubblicamente nel suo programma, ma senza necessariamente pretendere che quest’ultimo coincida in tutto e per tutto con quello di una lista elettorale. Per quest’ultima si richiede una cosa sola: che il cammino proposto (i dieci punti precisi e vincolanti da concordare) abbia in comune la direzione di marcia e la buona volontà di mettere insieme la squadra più adatta a guidarlo (con l’uomo solo al comando lasciamo che si impicchino gli altri).

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