DI ALESSANDRA CIPRIANI

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Ho deciso di adottare la mia cagnolina tre mesi fa.
Era stata molto male, aveva avuto una brutta gastroenterite ed era debole, convalescente.
Aveva ricevuto una sola dose vaccinale e doveva fare il richiamo.
Il veterinario, a seguito della visita e della convalescenza che procedeva a rilento, mi ha consigliato di aspettare per il richiamo che le condizioni di salute della cucciola fossero ottimali.
Ho tenuto in casa la cucciola trenta giorni senza farle avere contatti con altri cani, ed ė stato faticoso per me e per lei, ma le parole del veterinario mi risuonano nella testa :
“Vaccinarla ora equivale ad ammazzarla”.
Prima di procedere al richiamo comunque il coscienzioso e responsabile veterinario mi ha proposto di fare un esame per valutare la risposta del sistema immunitario e individuare eventuali patologie alle quali lei potesse risultare già immune ed evitare così di inocularle inutili vaccini e rischiare di esporla inutilmente a complicazioni post vaccinali.
Il referto delle analisi attestava che era positiva a cimurro e parvo virus, aveva sviluppato gli anticorpi.
Il cimurro non lo aveva mai contratto come era possibile che avesse gli anticorpi?
Il veterinario mi ha spiegato che li aveva ereditati dalla madre sicuramente.
Abbiamo proceduto al richiamo.
Veterinario e adottante.
Insieme abbiamo scelto di procedere con cautela e responsabilità.
Questo ė l’atteggiamento che ritengo giusto quando si parla di vaccinazioni.
Questa ė la storia dei vaccini della mia cagnolina, per i nostri figli non sarà così.
Ad ognuno le sue riflessioni secondo coscienza.
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