DI ROBERTO SCHENA

Dopo la condanna del 10 luglio a due anni e tre mesi, arriva questa seconda a due anni e mezzo. Se ambedue fossero confermate in tutti i successivi gradi di giudizio, per Umberto Bossi si aprirebbero le porte della galera, condizioni di salute permettendo. Va detto per onestà che Bossi non era più in grado di controllare il partito, dopo l’ictus che lo colpì; rimase k.o. per un anno e anche dopo restò ben lontano dalle condizioni precedenti. Semmai una parte ristretta del partito controllava lui e ha lasciato fare pur sapendo. Mentre l’altra parte indirizzava gli occhi altrove. E anche l’alleato B. o uno come Tremonti, che in Lega era di casa, si guardarono bene dall’avvisarlo come si fa con gli amici, delle voci e delle chiacchiere.
Per Belsito la galera è quasi sicura, pagherà per tutti, anche per chi aveva le maggiori responsabilità politiche. Cioè quasi tutti i parlamentari.

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