DI ENNIO REMONDINO

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Incontro Sarraj-Haftar a Parigi, «accordo storico», la spara grossa il padrone di casa Macron. Accordo per cessate il fuoco ed elezioni, e lui fa finta di crederci. La Francia torna in Libia dopo quel bel regalo che ha fatto al mondo l’ex presidente Sarkozy nella sua guerra contro Gheddafi in odore di petrolio. Dopo i problemi con l’esercito, ‘le president’ cerca il rilancio. Gli interessi economici, i giochi sporchi dietro.

Vanità imperdonabile, sparare la definizione di «accordo storico» per il semplice incontro tra due ex stretti collaboratori di Gheddafi, oggi in corsa tra loro per prenderne il posto. «Ora la pace può vincere», azzarda ancora il giovane successore di Sarkozy che di Libia se n’era drammaticamente occupato nel 2011. Incontro Sarraj-Haftar a Parigi per fare vetrina. Merce esposta, «Accordo per cessate il fuoco ed elezioni politiche». D’ora in avanti in Libia si sparerà solo contro i terroristi, peccato che ogni fazione ha i suoi terroristi preferiti, e peccato che di elezioni politiche da tutti invocate si parli dalla caduta di Gheddafi.

18:30 di ieri nel castello di La Celle Saint-Cloud, alle porte di Parigi. Il leader trentanovenne si presenta dinanzi ai media affiancato dai due ospiti antagonisti, il presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli Fayez al-Sarraj (regnante a malapena a Tripoli), e il comandante dell’Esercito nazionale libico Khalifa Haftar (padrone della Cirenaica), riuniti per la prima volta in terra europea dopo Abu Dhabi ed Egitto. Molto celebrativo, ma la sostanza?
In Libia ci sarà (forse) una tregua e (speriamo) nuove elezioni. Cessate il fuoco da imporre alle mille bande armate ed elezioni addirittura già «la prossima primavera», illude Macron.

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http://www.remocontro.it/2017/07/26/libia-teatrino-francese-accordo-sui-disaccordi/

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