DI LUCA SOLDI

 

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Siamo dunque in dirittura di arrivo per quella legge che porterà al superamento dei vitalizi ai parlamentari.
Sara’ il pacchetto di norme che porta la firma del portavoce della segreteria del Pd Matteo Richetti a definire uno dei temi che ha infiammato la politica negli ultimi anni.
L’approvazione, salvo imprevisti e colpi di scena nelle singole votazioni, è attesa, per oggi.
La convergenza Pd-M5s sulla pdl Richetti non dovrebbe porre problemi di numeri a Montecitorio, mentre lo stesso non potrà dirsi quando, con molta probabilità ormai dopo la pausa estiva del Parlamento, il testo andrà al voto a palazzo Madama.
Ma e’ polemica forte sulla paternità della legge.
A puntualizzare la cosa proprio Matteo Richetti, il primo firmatario della legge: “Ben vengano i voti del M5s, ma la battaglia per il taglio degli assegni è del Pd”. E’ da tempo infatti che i grillini dicono che il testo Richetti è oggi in aula grazie a loro, sostenendo che per il Pd la revisione dei vitalizi è una vera e propria “macelleria sociale”. Che per i cinquestelle il tema sia fondamentale e’ stato evidenziato anche dal fatto che nella tribuna era presente anche il leader, Beppe Grillo.
D’altra parte non sarebbe potuto mancare colui da sempre considerala questioni dei vitalizi come vero un retaggio medioevale.
Anche lui ha voluto rimarcare: “Il Pd? Va bene, se la prendano pure la potestà di questa legge» purché sia approvata, ha detto Grillo, rammentando, mentre entrava, una cosa nota a tutti: “È una delle nostre battaglie. Ma ora vediamo. E così complicato questo Paese… secretano i dati, non si capisce se le pensioni sono reversibili o no. Ma io sarò lì, li guarderò dall’alto , dal loggione le vedere le facce che fanno, i trucchi, i trucchetti,… Questo è un Paese bloccato», ha aggiunto.E Grillo non si è limitato a fare il semplice spettatore, come di sua abitudine, mentre assisteva ai lavori, ha scherzato facendo dei gesti con il linguaggio dei segni verso i «suoi» parlamentari e così, pur essendo fra il pubblico, è stato subito richiamato dai commessi. Proprio su questo episodio, uscendo da Montecitorio, è tornato lo stesso Grillo. «È la terza volta che vengo qui, mi mettono su… ho fatto così due volte (e fa il gesto di toccarsi il naso) e mi hanno detto non interferisca con i lavori».Ma la questione dei vitalizi non rimane certo una questione a due.Anche le altre forze politiche vogliono essere della partita che assegnerà la paternità e dunque il marchio per i posteri.Ecco così che Forza Italia, con Renato Brunetta che annuncia: “Gli unici che hanno cancellato i vitalizi sono stati i partiti del centrodestra durante l’ultimo governo Berlusconi». Per la Lega, il deputato Cristian Invernizzi, ha annunciato il voto favorevole del gruppo:
«La Lega voterà a favore del provvedimento che prevede lo stop dei vitalizi ai parlamentari. Da sempre ci battiamo per abolire questo privilegio che altro non fa che allontanare la politica dalla realtà del Paese. Prova ne è che il nostro gruppo non ha presentato alcun emendamento al testo originario. Riteniamo giusto, infatti, che in un momento particolare come quello attuale si diano risposte concrete ai cittadini».
Dunque, come nei migliori casi, tutti in fila per l’assegnazione della paternità per questa legge che forse riporterà un po’ di dignità nelle stanze della politica.
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