DI ENNIO REMONDINO

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Missione italiana in acque libiche, ha chiesto Serraj ieri a Roma, e il SI italiano è arrivato di corsa, anche se dovrà decidere il Parlamento e se in mezzo ci sono molto problemi da risolvere. Almeno sei navi militari, aerei e droni. Comando congiunto con Tripoli, una nostra task-force a terra. Obiettivo: bloccare barconi e scafisti a ridosso delle coste, lasciando nelle retrovie le imbarcazioni di soccorso delle Ong

Gara tra Francia e Italia su chi è più decisionista: Macron invita a casa i due principali contendenti libici? E noi andiamo direttamente con i nostri militari a casa loro, navigheremo nel mare libico e sbarcheremo sulle sua sponde a bloccare i barconi e scafisti, e lo faremo di corsa. ‘Una nave «comando» e almeno cinque navi leggere per pattugliare le acque libiche e fornire supporto ai mezzi della guardia costiera locale’, dettaglia il Corriere della Sera, in assenza di qualsiasi dichiarazione ufficiale. Fayez al-Sarraj ieri e Roma ufficializza, ma la missione militare italiana era stata richiesta del premier libico con una lettera del 23 luglio scorso e dopo un ancora precedente tira e molla. Insomma, se ne parlava da qualche tempo e ora -forse-si parte.

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http://www.remocontro.it/2017/07/27/ora-litalia-sbarca-ufficialmente-libia/

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