DI STEFANO FASSINA
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Su “Roma Multiservizi”, la Giunta Raggi e la maggioranza del M5S fanno il gioco delle tre carte. Cambiano tutto per non cambiare nulla e lasciano 4.000 lavoratrici e lavoratori nella precarietà e nell’incertezza senza alcun miglioramento per le loro prospettive occupazionali. Giunta e maggioranza scelgono la gara “a doppio oggetto”. Ma non è una strada inevitabile, come ha ripetuto anche oggi l’assessore Mazzillo. È una scelta e Giunta e maggioranza si devono assumere le loro responsabilità politiche. La normativa comunitaria e nazionale, in particolare il Codice Appalti e la Legge Madia e relativi decreti attuativi, non inibisce l’attribuzione a una società “in house” i servizi svolti oggi da Roma Multiservizi, in particolare quelli di ausilio alle attività socio-educative e didattiche. Le norme sono chiare: per la società in house, richiedono una preventiva valutazione e motivazioni del mancato ricorso al mercato. È inaccettabile il tentativo di giustificare la radicale negazione degli impegni elettorali presi scaricando su altri le proprie responsabilità.
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