DI MANUELA PALERMI

Chissà perché i professionisti della “lotta alla casta” non rivolgono mai la loro attenzione agli imprenditori, a quell’1% che detiene 4,400 miliardi di dollari di ricchezza finanziaria. Un bel libro che dice come si chiamano, come fanno ad avere tanti quattrini, come stanno messi a fedina penale, se pagano le tasse, come spendono i loro quattrini, no eh? Quando ero una giovane giornalista, un collega importante mi disse di tenere d’occhio le pagine di economia dei giornali perché lì si annidavano tutti quelli che difendevano e proteggevano l’intoccabile casta dei capitalisti sviando l’attenzione verso altri. Non lo dico per difendere la “casta” su cui si accanisce senza tregua uno come Stella, per fare un esempio, ci mancherebbe, ma che questa sia solo composta di politici mi puzza parecchio. Le campagne contro la “casta” nascono quando ci sono potenti a rischio da tenere in secondo piano e muoiono un istante dopo che il rischio non c’è più. Le campagne di distrazione di massa sono un capolavoro capitalistico.

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