DI  GLORIA GALLUZZI
L’azienda che gestisce l’edilizia popolare nella Capitale, l’Ater, è sommersa da 530 milioni di debiti nei confronti di Equitalia. La Regione Lazio, è orientata a non concedere la fidejussione da 200 milioni utile a dare respiro (momentaneo) ad un ente commissariato dal 2015: se così sarà, dal prossimo mese non potranno essere più pagati gli stipendi dei lavoratori, più di 460 dipendenti.
Gia, peccato però che dalla delibera della Giunta della Regione Lazio (n.120 del 24/3/2015) si evince come l’Ater sia, rispetto alla Regione, un “ente strumentale controllato” ex. art. 11-ter decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
Così per completezza: “Si definisce ente strumentale controllato di una Regione o di un ente locale di cui all’art. 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l’azienda o l’ente, pubblico o privato, nei cui confronti la regione o l’ente locale ha una delle seguenti condizioni: a) il possesso, diretto o indiretto, della maggioranza dei voti esercitabili nell’ente o nell’azienda; b) il potere assegnato da legge, statuto o convenzione di nominare o rimuovere la maggioranza dei componenti degli organi decisionali, competenti a definire le scelte strategiche e le politiche di settore, nonche’ a decidere in ordine all’indirizzo, alla pianificazione ed alla programmazione dell’attivita’ di un ente o di un’azienda..[…].
La Regione davvero è nella condizione di non intervenire, sanando parzialemte un debito di cui, certamente, è responsabile concorrente?
Ma non finisce qui…
Tra gli scheletri nell’armadio dell’attuale gestione Ater ci sarebbe quell’incarico di Responsabile aziendale per l’Anticorruzione e la Trasparenza assegnato a giugno scorso ad un dirigente fresco di assunzione (ndr. sul sito dell’ Ater non è stato ancora pubblicato il nuovo incarico, risalente a giugno scorso, si tratta ad ogni modo dell’Ing. Giancarlo Monganelli già condannato per danno erariale.
Semrpe per completezza dal il corriere del Merdione di Foggia “ La procura regionale della Corte dei Conti ha messo in mora sedici consiglieri comunali che sedevano in Consiglio nel 2011, un assessore e tre dirigenti contestando loro di aver approvato il riconoscimento e dunque la liquidazione di parcelle per noti avvocati foggiani per 1milione 209.501,55 euro.”
Tra di loro c’è anche l’ Ing. Monganelli.
Eppure l’avviso di mobilità interaziendale stabiliva espressamente che, nella compilazione della domanda, gli aspiranti dirigenti avrebbero dovuto indicare di non avere proprio quel tipo di contenzioso in corso.
Fatte le dovute premesse ciò che mi preme ricordare è che mentre nei piani alti questo è ciò che accade fuori dai cancelli delle case popolari ci sono circa 13mila famiglie che aspettano in maniera disillusa un tetto sotto il quale poter vivere dignitosamente.
Alcuni, soprattutto nuclei composti da due o tre persone, anche da 16 anni. Gli alloggi vengono assegnati infatti a un ritmo di 250 l’anno.
A queste si aggiungono man mano le circa 200-300 richieste mensili che arrivano al Dipartimento Politiche Abitative del Comune di Roma.
L’emergenza abitativa a Roma sta insorgendo in tutta la sua criticità, diventando una vera e propria “guarra tra poveri”.
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