VANNI ZAGNOLI
Bel gesto di Dariya Derkach, raro, non solo per l’atletica. La triplista ucraina di Salerno si fa da parte e rinuncia al ripescaggio per i mondiali: “Non sono soddisfatta delle ultime prestazioni, la condizione non è buona”.
Rispetto alle previsioni del ct Locatelli, il target number premia Vergani sui 400 ostacoli. Non c’è Yemen Crippa, che sui 5mila, ma indoor, aveva levato il record al friulano Venanzio Ortis. Fra i 18 uomini, a rappresentare il Nordest c’è solo il marocchino Bamoussa, sui 3mila siepi, da 20 anni è trapiantato a Santa Croce, in Alpago, provincia di Belluno, e tesserato per la Friulintagli. Diciotto anche le donne: la veronese Gloria Hooper, ghanese, è ammessa ai 200, la cubana di 33 anni Santiusti, da tempo a Padova, punta alla finale sugli 800; sui 400 ostacoli e nella 4×400 la 35enne Marzia Caravelli, di Pordenone, come Alessia Trost, nell’alto.
Si comincia venerdì 4 agosto e verranno riassegnate le 11 medaglie levate per doping dai mondiali del 2007 a Mosca 2013. Domenica 13, dunque, il romano Giorgio Rubino sarà premiato con il bronzo nella 20 km di Berlino 2009, grazie alla squalifica del russo Borchin, che fu oro. A Londra la Russia avrà 19 atleti, riuniti sotto la sigla Ana (atleti neutrali autorizzati), contro i 38 che avevano il minimo. E’ scontato l’oro di Kuchina nell’alto, Lasitskene da sposata. L’Italia ha chiuso i mondiali di paratletica con 10 medaglie, 4 ori, due dei quali di Martina Caironi.
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