DI LEONARDO MASELLA
Putin e Trump al G20 si sono incontrati e hanno trovato l’accordo per un cessate il fuoco in Siria che tutt’ora resiste.
Subito dopo sono cominciate le reazioni isteriche negli Usa di quegli ambienti che vorrebbero proseguire con la guerra in Siria e con l’attacco alla Russia e che quindi continuano a minacciare Trump di impeachment.
I Repubblicani e i Democratici hanno alzato ulteriormente la posta in gioco e con una perfetta intesa hanno approvato nuove sanzioni contro la Russia, includendo persino una normativa che limita i poteri presidenziali di rimuovere precedenti sanzioni.
La novità degna di nota è la manifestata contrarietà alle sanzioni contro la Russia dei principali governi europei, che forse hanno preso coraggio dopo l’elezione di Trump che è notoriamente contrario alle sanzioni (Macron, dopo aver incontrato Trump due settimane fa, ha definito le sanzioni ad Iran e Russia “illegali”.)
Non sto dicendo che finalmente le sanzioni saranno bloccate, perché i guerrafondai Usa sono ancora fortissimi, ma che il braccio di ferro in corso è durissimo e la partita è quanto mai aperta. E la questione non attiene solo alle sanzioni, ma all’assetto del mondo e al futuro prossimo dell’Europa.
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