DI ALBERTO TAROZZI
Venezuela, vista da lontano. In fondo cosa contano coloro che ci vivono? Le sorti del paese dipendono da decisioni prese altrove, così come, in parte, i suoi guai passati.
Guerra delle diplomazie, delle cifre e dei media.
Bolivia e Nicaragua avallano i toni trionfanti del governo.
8 milioni di votanti sono un po’ di più dei partecipanti al plebiscito organizzato dall’opposizione. Il 41-42% dei votanti di ieri non è poi così distante dal 54-55% votanti lo scorso anno negli Usa, in situazioni sicuramente più rassicuranti di quelle di Caracas.
10-15 i morti nei giorni delle elezioni: le opposizioni fanno di tutto un mucchio. Mettono distrattamente nel conto pure un candidato del governo, assassinato a sangue freddo dagli squadroni della morte della destra.
Inoltre i votanti non sarebbero gli 8 milioni proclamati dal governo ma un tot di meno. Quanti? C’è chi dice 2 milioni e mezzo in tutto, c’è chi dice 2 milioni e stop. Si preannunciano, verso sera, ulteriori stime al ribasso, come in un’asta alla rovescia.
Certo noi gli 8 milioni mica li abbiamo contati, però le smentite a getto continuo e ad aritmetica variabile non ci convincono troppo.
Negli Usa i media parlano dell’avvicinarsi della dittatura. Se lo dicono loro quanto meno un colpetto di stato ce lo possiamo attendere.
Fedele alla linea di Washington, la Colombia, dove c’è chi smania per passare il confine coi propri militari per dare la caccia ai ribelli delle Farc, riconciliati solo fino a un certo punto, in territorio venezuelano.
I media italiani fanno quello che possono. Per immagini e parole.
Le immagini mostrano pattuglie della polizia vittime di un ordigno che sprigiona fiamme capaci di far saltare per aria le motociclette, coi poliziotti che si rotolano nelle fiamme.
Le parole del commentatore non possono fare a meno di definire le scene in questione come atti di violenza, ma chiamarle ATTENTATO sarebbe forse per lui un atteggiamento embedded eccessivamente pro Maduro.
Oltre a notare che un qualcosa è ESPLOSO lungo quella via di Caracas, lui non ci capisce molto di più.
Suggerita colonna sonora di Lucio Battisti “Capire tu non puoi, ma chiamale, se vuoi, esplosioni”.
La tensione è alle stelle, tutto può succedere in quel disgraziato paese.
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