DI CHIARA FARIGU

AVVISO PER GLI STUDENTI: siete affetti da dislessia, discalculia, Adhs, Sindrome di Asperger, autismo e disturbi comportamentali? Avete qualche “ grave handicap motorio” e magari avete in mente di frequentare la prestigiosissima scuola svizzera di Milano? Beh, non potete. Riponete ogni speranza e dirottate la vostra iscrizione in una comunissima scuola pubblica. Sì, in quest’ultima è possibile farlo. Ha talmente tanti problemi che uno in più non la tocca minimamente. Anzi farà di tutto per mettersi al vostro servizio. E che ci vuole? L’aula si trova ai piani superiori e ancora l’edificio non è provvisto di ascensore? Niente panico, se questo è il vostro problema. Perché se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna ad andare da Maometto. Il dirigente scolastico, con un po’ di sale in zucca, sposterà quella classe al piano terra per rendere accessibile e il più confortevole possibile il vostro ingresso. Perché è consapevole che prima delle barriere architettoniche vanno abbattute quelle mentali. Le peggiori. Non è così, a quanto pare, nella efficientissima scuola svizzera di via Appiano. A parlare, nero su bianco, è il regolamento che si è data lo scorso maggio col quale dettava le linee guida sulle future iscrizioni: si “sconsiglia” l’iscrizione agli studenti con deficit d’apprendimento e disabilità motorie in quanto “è una scuola impegnativa e multilingue. E senza ascensori”.
Una scuola solo per “normo-dotati”, dunque. Ma se “super-dotati” ancora meglio. Perché è risaputo, alunni e studenti affetti da disabilità fisiche o di apprendimento possono comportare rallentamenti nella tabella di marcia delle attività, possono urtare la “sensibilità” di qualche figlio o figlia di papà, possono insomma dar fastidio. E questo una scuola svizzera che oltretutto pretende una considerevole retta per la frequenza non può permetterlo. L’efficienza prima di tutto. Al diavolo la solidarietà, l’inclusione e l’integrazione col e del diverso. Se ne occupasse la scuola statale piuttosto.
Finito nell’occhio del ciclone, il presidente dell’Istituto svizzero ha cercato di riparare fornendo una maldestra giustificazione e, come sempre accade, la toppa ha finito per essere peggio del buco stesso. “Non volevamo essere discriminatori né escludere nessuno. Volevamo semplicemente avvertire i genitori interessati che il percorso scolastico non è semplice, perché basato sull’insegnamento in più lingue”.
E allora, qual è il problema? Quanti di quelli universalmente riconosciuti come “geni” non avrebbero potuto frequentare l’asettica scuola svizzera? Leonardo da Vinci, John Lennon, Muhammad Ali, Richard Bronson, Steve Jobs, tanto per citarne alcuni. A loro il regolamento avrebbe “consigliato” un altro tipo di scuola, meno impegnativo e possibilmente mono- lingua.
Beh, la linguaccia di Einstein, altro grande dislessico, immortalata in una celebre foto è tutto quel che si meritano insieme a un sonoro “Vaffa” … in attesa che la ministra Fedeli, come ha dichiarato, valuti attentamente “la possibilità per un’azione legale” nei confronti dell’algida scuola.

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