DI CLAUDIA PEPE

A quanti insegnanti è capitato di interrogare i sogni dei propri ragazzi? E quante volte ci siamo sentito rispondere:” Io da grande voglio fare il vigile del fuoco!” Costantino Saporito è un vigile del fuoco. Proprio uno di quelli che scavano a mani nude tra le macerie, e respirano il fuoco dei tanti incendi. Lui e tutti i suoi compagni, sono quelli che mentre i topi fuggono, corrono verso il pericolo. Sono quelli che salvano vite, a volte perdendo la propria. Se penso alle nostre vite, mi rendo conto che tante volte non conosciamo nemmeno i nostri vicini di casa, che stiamo perdendo di vista il valore della vita, diffidiamo del differente, dell’inusuale. I nostri studenti, nella loro innocenza, dicono sempre la verità. Sanno che chi bussa alle porte di quell’ Accademia militare per poterla servire, è già di per sé un eroe. Io lo conosco Costantino, un vigile del fuoco che oltre a salvare vite umane ha voluto sfilare al Gay Pride. Ha sfilato per riportare il disagio che tutto il loro compartimento sta attraversando in questo periodo. L’Italia è invasa dagli incendi, dagli innumerevoli sciacalli che albergano la nostra terra. Costantino, e dei suoi compagni, hanno scelto il Gay Pride, come luogo di comunicazione immediata, un luogo di lotta per difendere i propri diritti. Lotte civili, lotte pacifiche. La storia di Costantino la racconta proprio lui, con quella rabbia delle persone oneste.
” In questo inizio d’anno le lotte di USB per rivendicare i diritti sui luoghi di lavoro e chiedere il contratto, si sono fatte sempre più accese. Enormi incendi stanno attraversando la nostra estate, stanno invadendo l’Italia, e noi vigili del fuoco dell’USB siamo stati chiamati da molte televisioni nazionali per informare”. Volevamo fare una manifestazione per denunciare lo stato di allarme in Italia e ad un certo punto come organizzazione sindacale, abbiamo deciso di partecipare al “Gay Pride “di Roma. Ci è sembrato un giusto passaggio di lotta. Niente di strano. Noi crediamo che non si possono avere diritti sui luoghi di lavoro se non si hanno diritti delle persone.
Abbiamo scritto al Circolo “Mario Mieli” di Roma, i quali dopo un confronto, hanno accettato la nostra partecipazione al Gay Pride. Da lì a poco la conferenza stampa, e la nostra dichiarazione ufficiale sul perché della nostra partecipazione. Dopo pochi giorni, arriva una lettera a firma del nostro capo che chiede a tutti i sindacati di limitare l’uso della “divisa” in tv, o a manifestazioni senza l’autorizzazione.
Si appellano ad una disposizione, il regolamento di servizio (art.8 comma 3), che non parla di “divise” e non ne limita l’uso, ma semplicemente ne chiede la cura dell’uniforme in quanto DPI (dispositivo di protezione individuale). Il regolamento è in vigore dal 2012 e dalla sua emanazione ad oggi, i vigili hanno sempre protestato, manifestato senza nessun problema.”
Circa un mese dopo la partecipazione al Gay Pride di Roma, a Costantino sono arrivate due lettere di contestazione.
La prima per l’uso della divisa durante una trasmissione televisiva su LA7 “Tagadà”, e la seconda che critica la sua presenza al Pride di Roma. Costantino afferma che nella lettera di sanzione, pur citando il sindacato e dicendo che hanno acquisito foto e video della giornata, in realtà non vogliono vedere che erano in tanti. Vedono solo lui. Con una veemenza che non ammette discussioni, lo avvertono perentoriamente che gli sarebbe arrivata il massimo della pena: licenziamento con preavviso. Ora, il diritto di contestare aldilà della divisa, è un confine invalicabile: negare o permettere il diritto di esprimere il proprio pensiero a seconda dell’abito che si indossa, appartiene al piccolo mondo antico dei padroni. Questi eroi che sfilano con la loro splendida divisa, mi appaiano splendide ed encomiabili. Sono loro che arrivano nell’inferno del mondo e quasi subito dimenticati, dopo l’enfasi del momento mediatico. Costantino e a tutti i suoi compagni, non ha mai fatto ridere il terremoto, a differenza di certi imprenditori. Imprenditori che si leccavano i baffi pensando al lucro che avrebbero fatto sulle macerie, sui lutti e sui morti. Così scrive Francesco Iacovone dirigente dell’Usb:” Tutta la mia solidarietà al Vigile del Fuoco Costantino Saporito, dirigente USB, che dovrà subire un procedimento disciplinare perché ha partecipato al Gay Pride in divisa esponendo “l’uniforme d’istituto” al pubblico ludibrio. Anche gli eroi hanno il diritto di lottare per affermare le proprie idee, contro le differenze e per la giustizia sociale. E allora trattiamoli da eroi. Sempre”. #NoisiamoconCostantino, uno degli eroi del nostro tempo. Eroi che scavano a mani nude tra le macerie, e respirano il fuoco dei tanti incendi.
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