DI VANNI PUZZOLO

Craiova battuto 2-0: decidono le reti di Bonaventura e Cutrone
Tutto facile per il Milan che, spinto dai 75mila(!!!) tifosi che hanno riempito San Siro come nelle più grandi occasioni della sua storia, batte 2-0 il Craiova e si guadagna l’accesso ai playoff di Europa League, ultimo passo prima della qualificazione ai gironi della competizione.
Partita subito in discesa, grazie alla rete di Bonaventura al 9′. Nella ripresa, al 7′, il raddoppio del giovane Cutrone.
Positive le prove di tutti i nuovi acquisti.
LA PARTITA
Fa un caldo che quasi non si respira e il clima sugli spalti non poteva che essere rovente.
Sui “gradoni” del Meazza non c’è uno spazio vuoto nemmeno a cercarlo.
Si sentiva aria di festa e non è voluto mancare nessuno. E’ il potere dei soldi o, altrimenti, il ringraziamento dovuto a una società che mai come in questo caso è lecito dire che si sia spesa per restituire dignità al Milan e alla sua storia.
Conta poco che dall’altra parte il Craiova non ricordi nemmeno lontanamente gli avversari dei bei tempi che furono.
Quel che conta è infilarsi almeno in Europa, perché il nuovo Milan deve necessariamente fare un passo alla volta e da questi preliminari si deve obbligatoriamente passare.
Il più era stato fatto in Romania (successo per 1-0 firmato da Rodriguez), quindi bastava tenere alta la tensione ed evitare clamorosi scivoloni rischiando il meno possibile.
In questo senso, a conti fatti, missione compiuta. Donnarumma, a sensazione perdonato dai tifosi, si è fatto vivo solo al minuto 20, quando ha messo il faccione per respingere una conclusione ravvicinata e molto pericolosa di Mitrita.
Per il resto serata tranquillissima, un allenamento solo un po’ più intenso del solito e l’occasione buona per vedere all’opera, dal vivo, i nuovi arrivati.
Piccolo inciso prima di parlare dei “gioielli” di casa Fassone-Mirabelli: ad aprire le danze ci ha pensato, dopo 9 minuti, Jack Bonaventura e questa, per diversi motivi, è più che una bella notizia.
Intanto perché riadattato interno di centrocampo ha dimostrato di poter portare qualità alla mediana senza perdere in pericolosità negli ultimi 20 metri.
Quindi perché rientrando da un infortunio come il suo non è mai scontato che si ritrovino passo e brillantezza e invece tutto è evidentemente filato liscio.
Ma torniamo alle new entry: Montella, dall’inizio o a partita in corso, li ha fatti giocare tutti e tutti hanno fatto vedere buone cose.
Dietro Musacchio sembra che giochi nel Milan da sempre. Solido, come si era già visto in Romania, ma anche molto sicuro, autoritario, tecnicamente discreto.
Conti e Rodriguez sono per diversi motivi gli uomini che mancavano lo scorso anno: la spinta in fase offensiva è costante (Conti corre davvero tantissimo) e Rodriguez, come era ampiamente noto, ha dimostrato una volta ancora di essere fondamentale sui calci da fermo.
In Romania aveva deciso il match. Qui si è limitato all’assist per il 2-0 di Cutrone.
Secondo inciso dovuto: il ragazzino corre tanto, a volte a vuoto, ma alterna la ricerca della profondità ai movimenti incontro al pallone.
Fa la punta e non è affatto una banalità se si pensa a come e quanto si muoveva, ad esempio, Bacca.
A volte sbaglia, ha certamente limiti che con il tempo potranno essere eliminati, ma intanto, quando serve, la butta dentro.
Altro dettaglio non insignificante. In altre parole, su di lui ci sarà da fare valutazioni attentissime (meglio fargli fare esperienza al Crotone, dove potrebbe giocare con continuità, o tenerlo a crescere a Milanello?).
Ad esempio, un anno all’Atalanta è servito parecchio a Kessie, che sembra giochi in Serie A da sempre.
Altro giocatore molto buono, di corsa e fisico. La sua presenza, in mezzo, si sente e la sentirà molto Biglia (a San Siro insieme a Bonucci e acclamato dalla folla), che ha bisogno di scudieri come lui per rendere al meglio.
Infine Calhanoglu, André Silva e Borini, entrati da metà ripresa in avanti. Il primo è ancora indietro con la preparazione – e ci mancherebbe, è stato fermo molto -, si vede che il passo non è ancora sempre rapido, ma due o tre lampi della sua classe, indiscutibile, si sono visti.
Nel 4-3-3 di questa sera trovargli una collocazione non è semplicissimo.
Può giocare sia esterno offensivo che interno alla Bonaventura, ma la sua capacità di verticalizzare forse sarebbe sfruttata al meglio alle spalle delle punte.
Montella ha parlato di un Milan che sia duttile e capace di variare gioco e moduli.
Anche per Calha ci sarà quindi l’occasione di muoversi dove preferisce. André Silva e Borini, infine, hanno fatto poco più di una comparsata e il giudizio su di loro resta quindi per ovvi motivi sospeso.
Il portoghese è forse quello fisicamente più in difficoltà, ma va detto che il suo ingresso è anche coinciso con il calo fisico di tutta la squadra che, quindi, non l’ha aiutato troppo a esprimersi al meglio.
Ultimo inciso.
Locatelli, vice-Biglia ufficiale, è sembrato il giocatore dell’inizio della scorsa stagione.
Attento, sempre geometrico, preciso, utile in copertura. Niang ha alternato buone giocate a qualche errore in fase di ripiegamento.
Il francese resta sul mercato, ma non è illogico che Montella spinga per la sua permanenza.
Cosa poi sarà quando in campo scenderà il vero Milan lo scopriremo.
Biglia e Bonucci daranno alla squadra una spinta ulteriore in termini di possesso palla, esperienza e personalità.
Senza parlare dell’ultimo regalo che il popolo milanista si aspetta da Fassone e Mirabelli (uno striscione, eloquente, di ringraziamento per loro, considerati il miglior acquisto…): il grande attaccante.
Intanto, aspettando l’ultimo gioiello, il Milan va.
I playoff di Europa League sono in tasca. Ancora un passo e la prima missione stagionale sarà compiuta.
E’ una lunga rincorsa. Il fiato, nonostante il caldo che non dava respiro, non e’ mancato.
Ne in campo, ne’ sugli spalti.
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