DI SERGIO SERGI

 “Da questo carcere Altiero Spinelli immaginò il progetto di un’Europa libera e unita”. Così scrive dall’isola di Santo Stefano (una delle Ponziane), la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, presenti il ministro ai Beni Culturali Franceschini e il sottosegretario agli Affari europei Gozi, rimasto muto. L’altro giorno la rappresentante del governo, insieme ai suoi colleghi, è approdata in elicottero (“grazie alla elisuperficie inaugurata (da lei stessa) oggi a Santo Stefano a Ventotene” -?-). Ci racconta, esibendosi in un selfie istituzionale con tanto di bollo della presidenza, che l’area di atterraggio servirà a trasportare i materiali per il restauro della struttura dell’ex carcere in modo che sia “simbolo di futuro per intere generazioni di europei”. E ci dice che non “c’è modo migliore per portare #avanti e onorare gli ideali”, eccetera eccetera. Scrive #avanti come il titolo del libro del suo mentore (un po’ di pubblicità istituzionale gratuita e con il simbolo di Palazzo Chigi non si può negare a Matteo). Bene.

Adessofacciamoparlare Vittorio Sgarbi: “Capra, capra, capra, capra, capra, capra…”. La sottosegretaria non sa che AltieroSpinelli non èstato in carcere a Santo Stefano, bensì al confino di Ventotene. A Santo Stefano Spinelli non vi mise maipiede. La elicotteratasottosegretaria non conosce la storia e, come mi dice Virgilio Dastoli, già consigliere e portavoce di Spinelli, confonde, come fece il di lei maestro, Matteo Renzi, “il simbolorisorgimentale dell’isola di Santo Stefano con il simbolo antifascista e federalista dell’isola di Ventotene, due isolegeograficamentevicine ma storicamente lontane”.
Magari, quando e se le opere saranno terminate, la chiameranno a far lezioni agli studenti europei. Ve lo immaginate?

 

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