DI CHIARA FARIGU

E’ morto, a Triuggio in Brianza, dopo una lunga malattia, il cardinale Dionigi Tettamanzi, aveva 83 anni. Arcivescovo di Milano dal 2002 al 2011, succedette a Carlo Maria Martini. La carità, il sostegno morale e concreto agli emarginati, l’assistenza ai malati e ai migranti sono stati da sempre i temi per i quali si è battuto e che ne hanno fatto uno degli arcivescovi più amati della capitale lombarda. La disoccupazione, il nemico da combattere. Costituì il Fondo famiglia-lavoro per sostenere concretamente quanti a causa della crisi economica non riuscivano a trovare lavoro o lo avevano perso. Per molte famiglie e tanti giovani era diventato un punto di riferimento importante a cui potersi rivolgere in caso di difficoltà.
Era nato a Renate, in Brianza, il 14 marzo del 1934. A 11 anni fece il suo ingresso in seminario. A 23 fu nominato presbitero dall’allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini, il futuro papa Paolo VI.
E’ stato professore di teologia morale al seminario di Venegono Inferiore.
Fu chiamato da Papa Giovanni Paolo II per collaborare alla stesura di alcune encicliche, tra cui il documento “Nuovo millennio ineunte”, a conclusione del Grande Giubileo del 2000.
Qualche giorno fa la notizia che le sue condizioni di salute si erano ulteriormente aggravate. Stamattina il decesso, assistito dai familiari e dall’assistente nella Villa sacro Cuore, la Casa di Spiritualità della Diocesi, dove oggi pomeriggio sarà aperta la camera ardente

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