DI ENNIO REMONDINO
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La Polonia contro la storia. Minaccia di fare piazza pulita dei monumenti ‘sovietici’, anche quelli dedicati ai soldati russi morti nel corso della guerra mondiale, provocando l’indignazione di Mosca. Conto a parte per Berlino, con probabile richiesta lauto risarcimento, per le atrocità del regime nazista e polemica tutta interna alle beghe Ue. Le revanche del governo ultra conservatore di Varsavia che sembrano concentrate sul passato, sono mosse da interessi politici attualissimi.
L’allora Unione Sovietica e la liberazione dai nazisti. Storia del mondo, storia d’Europa, storia polacca.. «L’Urss ha pagato il prezzo più alto per liberare la Polonia. Nelle battaglie col nemico sono morti, e sono poi stati sepolti, oltre 600.000 soldati e ufficiali dell’Armata rossa. Riposano in territorio polacco anche centinaia di migliaia di prigionieri sovietici morti nei campi di concentramento tedeschi». Da Mosca per i distratti di Varsavia e dintorni.
Lo scorso mese il presidente polacco Andrzej Duda ha dato via libera a nuovi emendamenti alla cosiddetta legge sulla «decomunistizzazione» e ha bandito i simboli dei regimi totalitari. Il punto è che le nuove norme mettono a repentaglio i tanti monumenti della allora propaganda sovietica disseminati in territorio polacco, ma soprattutto, statue e memoriali dedicati alla vittoria sulle truppe di Hitler e ai soldati dell’Armata rossa caduti in Polonia. 600 mila appunto, per memoria del bigotto leader polacco Kaczyński.
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http://www.remocontro.it/2017/08/04/polonia-revisionista-cancella-soldati-russi-la-liberarono/
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