DI CHIARA FARIGU

Se n’è andato due fa giorni fa il celebre direttore d’orchestra Bruno Canfora, nella sua casa in Valnestore, alle porte di Perugia, località in cui ha vissuto dopo il ritiro dalle scene. Con una cerimonia religiosa privata, ieri, le esequie.
Una vita lunga (aveva 92 anni) e intensa la sua e ricca di successi. La sua orchestra ha fatto da colonna sonora ai più popolari programmi televisivi degli anni sessanta, da Studio Uno a Senza rete, da Sabato Sera a varie edizioni di Canzonissima. Show, questi, che hanno fatto la storia della televisione. A lui si devono moltissime sigle televisive diventate famosissime qui in Italia e in molte parti del mondo: Fortissimo, Il ballo del mattone, Il Geghegè, lanciate da Rita Pavone, Da-da-un-pa e La notte è piccola, cavallo di battaglia delle gemelle kessler, ma anche Stasera mi butto di Rocky Roberts e La Vita, incisa da Shirley Bassey che ha fatto il giro del mondo. Speciale e duraturo il sodalizio con Mina per la quale scrisse numerosi brani e le celebre Brava Brava, un vero rompicapo per qualunque artista che voglia cimentarsi nell’arte del canto, vista l’estensione vocale richiesta che spazia dai toni più alti ai più bassi e viceversa. Direttore d’orchestra, autore di sigle tv ma anche compositore di brani per diverse commedie musicali, proficua la collaborazione con Garinei e Giovannini. Indimenticabili i siparietti con Paolo Panelli, mattatore, insieme a Bice Valori di molti spettacoli del sabato sera

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