DI VANNI ZAGNOLI
Ai 600 metri dalla fine, Mo Farah parte e naturalmente non lo fermano più. Sono suoi anche i 10mila dei mondiali di Londra, è alle ultime gare in pista della carriera. Lo impegna l’ugandese Cheptegei, argento, sino ai 200 metri, vince in 26’49”51, miglior tempo dell’anno, bronzo Kenya, di Tanui. È il primo oro di questi 10 giorni emozionanti, scontato ma per qualche decina di metri non lo è stato, perché Farah aveva pure toccato il cordolo, per due volte. È al decimo titolo fra mondiali e olimpiadi, un record.
E’ stata la serata sua e di Bolt, che inscena lo show con il pubblico e si fa tre volte il segno di croce per le ultime corse della carriera. Parte lentamente, sui 100 stampa 10”07. Vale un 9”85, anche se scuote la testa. Incidono i dolori alla schiena, rifulgono le coloratissime scarpe. Passa con il 7° tempo, il migliore è di un altro giamaicano, Forte, 9”99. Gatlin è accompagnato da qualche fischio per il passato di doping, fa appena meglio, l’ex campione del mondo Blake, terzo giamaicano, è parecchio imballato ma raggiunge le semifinali.
Fuori i due azzurri, 18° nel salto in lungo Kevin Ojiaku, 29^ Margherita Magnani sui 1500. Il primo salto del piemontese con papà nigeriano è dignitoso, a 7,82, va in calando, 7,64 e 7,38. Per raggiungere la finale bastavano altri 10 centimetri, il suo personale di 8,20 è stato casuale: “Nella rincorsa mi indurivo”. E’ nella dozzina di nuovi italiani, sul totale di 36 iscritti.
Qualificazioni fatali anche a due americani, soprattutto a Jeff Henderson, oro olimpico; il migliore è il ceco Juska, 8,24. Eliminata un’altra statunitense, Suhr, favorita nell’asta. Nel disco, comanda lo svedese Stahl, con 67,64.
La cesenate Magnani ha gareggiato tantissimo, per raggiungere i mondiali, arriva in 4’9”15: “Avevo l’obiettivo semifinale, adesso mi dedicherò a distanze più lunghe”. E’ 12^ nella terza batteria, passano le prime 6 e i 6 migliori tempi, servivano 4” in meno. Sono favorite Genzebe Dibaba e la Semenya, sempre discussa. Oggi scende in pista il ligure Davide Re, dalle 19.40 nelle semifinali dei 400.
Lo stadio olimpico londinese è quasi esaurito, sono stati venduti 660mila biglietti sul totale di 700mila disponibili. Le cerimonia emoziona per i canti, anche di coriste attempate, e per l’intervento di Sebastian Coe, presidente Iaaf, che 5 anni aveva aperto le olimpiadi. C’è già voglia di record.
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