DI GIULIA RODANO
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826 migranti riportati in Libia e arrestati – e dico “arrestati” – perché hanno commesso il reato di scappare a condizioni inumane, di mettere in salvo i propri figli e per questo hanno rischiato un viaggio terribile e pericolosissimo. Quanti di loro avrebbero diritto all’asilo in Italia e in Europa? Non lo sapremo mai. Ma saremo contenti, non dovremo vederli. Così l’Italia rinuncia al diritto internazionale e anche a una parte importante della sua identità e della sua anima.
Questo mi ricorda le battaglie per combattere la tesi terribile e crudele che per ridurre il ricorso all’aborto, bisognasse renderlo difficile e doloroso, praticare azioni dissuasive, come se una donna che decidesse un aborto si facesse distogliere da disagio e dolore.
Così anche in questo caso: c’è che pensa che si fermeranno i flussi migratori rendendo sempre più difficile, pericoloso, mortale provarci. Ma non succede, si aumenta solo il dolore, la sofferenza e la nostra disumanità. Così si aiutano soltanto chi fa profitti sulla clandestinità
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