DI ENNIO REMONDINO
https://alganews.wordpress.com/
La scoperta è stata fatta da un giornalista investigativo del quotidiano Haaretz negli archivi della Repubblica popolare cinese. Nella foto, la sinagoga di Ohel Rachel a Shanghai, in Cina
Per gli ebrei in fuga dalla barbarie nazista, quando ancora si mascherava in repressione nazionalista, c’era pronta un’altra terra di accoglienza e soltanto gli sviluppi drammatici della Seconda Guerra mondiale impedirono che si realizzasse, racconta Giordano Stabile su La Stampa. Quella terra di accoglienza, siamo nel 1939, era una remota provincia della Cina e la Repubblica cinese aveva già pronti i piani per l’insediamento di migliaia di profughi. Ufficialmente in Europa per gli ebrei non era ancora sterminio, ma certo e nota la persecuzione.
La scoperta negli archivi
La scoperta è stata fatta da un giornalista investigativo del quotidiano Haaretz negli archivi della Repubblica popolare e conferma quello che è sempre stato storicamente un rapporto di simpatia fra i cinesi e il popolo ebraico. I documenti risalgono al 1939. Pechino voleva ospitare la nuova comunità ebraica nello Yunnan al confine con la Birmania. Ma il piano non andò in porto, probabilmente perché la Repubblica era sotto attacco da parte delle truppe imperiali giapponesi, che avevano già commesso il massacro di Nanchino.
Le comunità a Kaifeng e Shanghai
La Cina ospitava già una comunità ebraica. La più antica era quella a Kaifeng nella provincia dell’Henan, e poi quella degli ebrei sefarditi di Baghdad, arrivati alla metà dell’Ottocento. Le comunità si erano ingrossata poi tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti, con l’arrivo degli ebrei russi in fuga dai pogrom dell’epoca zarista e dal caos della rivoluzione d’Ottobre. Alla fine degli anni Trenta i nuovi arrivi erano dalla Germania e dall’Europa centrale e si erano concentrati nel distretto Hongkou di Shanghai.

CONTINUA SU:

http://www.remocontro.it/2017/08/05/cina-1939-rifugio-gli-ebrei-fuga-dal-nazismo/

Annunci