DI SABRINA PARAVICINI
Questa mattina la prima cosa da fare era andare al centro Commerciale del porto dove c’era Apple per fare aggiustare il telefono.
“Mamma andiamo subito.”
“Facciamo colazione Nino. Il centro apre alle 10”
Nino assaggia il suo primo uovo alla coque. Ne mangia due cucchiaini. Dice che è buonissimo ma lo lascia. All’hotel ci dicono di andare in macchina. Mi faccio dare una cartina e decido di andare a piedi. La passeggiata è bellissima. Venti minuti per tue de la Republique. A Marsiglia il traffico è pazzesco. Non ti fanno passare sulle strisce. Le auto sono velocissime e quando un motociclista sale sul marciapiede per superare delle auto Nino sgrana gli occhi. Arriviamo alla Terrasse. Ci controllano con il metal detector. Ormai la Francia mi sembra come Israele. Un poliziotto fuori da ogni centro commerciale.
Un ragazzo ci dice di non andare alla Apple ma di andare da Save my phone. Ecco è proprio quello di cui ho bisogno. Lo troviamo e spiego il problema. Il ragazzo del desk prende il mio telefono, usa una specie di cacciavite finissimo e toglie dalla fessura di ricarica una quantità impossibile di lanugine. Ora funziona. Non pago nulla. Mi dice che se voglio caricarlo ci sono delle torrette con dei cavi, lo posso chiudere a chiave e andare in giro per il centro. Le trovo ci metto il mio iPhone, chiudo a chiave e andiamo da Tiger. Qui nino compra un bastone di spugna per la piscina, lo chiama Eddie. Riprendo il telefono e andiamo in hotel. Salutiamo e partiamo. Decido di fermarmi in camargue a Les Saints Marie de la mer. ci ero già stata vent’anni fa in febbraio e mi era sembrata triste e vuota ora mi sembra affollata e turistica. Comunque facciamo un bagno. Nino assaggia un’ostrica. “Sa … di mare, troppo. Sembra di leccare il sedere di un pesce”
Alle 18.30 arriviamo a Montpellier.
La maison d’hotel non ha parcheggio. Lascio nino in macchina e porto le valigie. Poi parcheggeremo. La signora è lenta e io le dico che ho lasciato mio figlio in macchina, sono tesa. Lei mi chiede quanti anni ha e io dico 12. Lei dice “e ‘ grande” io vorrei dirle “è autistico” ma non ho voglia di spiegare. Alla fine trovo un parcheggio e arriviamo alla casa. E’ bella, ha la piscina. Piccolissima. Facciamo un bagno. Restiamo in piscina fino sole 9. La proprietaria mi offre un bicchiere di rose’ Arriva il nipotino della signora e giochiamo con lui. Si chiama Milan e ha 4 anni. La madre dice che è Slavo, parla poco francese, gioca con nino. Si intendono benissimo
Alle 10 andiamo in una pizzeria. C’è anche la burrata. È tutto delizioso. Sto per chiedere il conto quando a pochi metri da noi sopra al tavolo vicino al nostro si spezza un grosso ramo di un albero. La prima cosa che sento è il rumore. Sembra un tornado. Poi vedo il ramo enorme cadere giù sui tavoli.
Prendo nino e lo porto via. Sotto ai rami non si capisce se c’è qualcuno. Tutti gridano in francese “c’è qualcuno lì sotto???”
Pare nessuno, un ragazzo vicino a noi sviene. Lo vedo cadere giù. La sua ragazza comincia a gridare. La abbraccio. Mando nino dentro a un bar e gli dico di stare lì. Il ragazzo si riprende e la sua ragazza non smette di gridare. Dico che bisogna chiamare i soccorsi.
Arrivano dopo neppure 4 minuti ma sembra un’eternità. Il ragazzo ha aperto gli occhi.
Nino è pallido ma non ha pianto. Mi dice “mamma senti il mio cuore” “sei stato coraggioso a non piangere”
“Quel giovane non era sotto l’albero mamma,ha avuto un infarto”
“Forse si”
Pago il conto è andiamo via.
C’è silenzio e la luce azzurra e lampeggiante dell’ambulanza.
Ci teniamo per mano fino alla porta.
Ora guarda un film.
E io scrivo e ascolto musica.
U2
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