DI LUCA BILLI
Dice Giuliano Pisapia: “chi è di sinistra e di centrosinistra evidentemente non può avere dubbi sull’esigenza di approvare la legge dello ius soli entro la fine della legislatura”. E con queste parole si rivolge a renzi e al pd, evidentemente prefigurando uno dei temi di una possibile intesa “a sinistra” tra quel partito e Campo progressista.
Anche se crediamo che il mite Giuliano sia in buona fede – io non lo credo, ma mi sforzo di immaginarlo – questa frase denuncia quanta distanza ci sia tra Pisapia e la sinistra e, più in generale, quanta confusione ci sia in Italia su questo concetto. I diritti non sono un tema di destra o di sinistra, sono un elemento di civiltà; solo in Italia c’è questa pericolosa confusione, che ci fa credere che basti sostenere i matrimoni tra persone dello stesso sesso o lo ius soli per appartenere al campo della sinistra. Nel resto del mondo ci sono persone di destra che sostengono questi principi, che appunto non appartengono stricto sensu al nostro campo.
Un elemento per sapere davvero “chi è di sinistra” è chiedergli cosa pensa della ridistribuzione della ricchezza. Su questo immagino che il pd non possa essere definito un partito di sinistra e certamente non fa politiche per redistribuire la ricchezza – semmai lo fa al contrario, toglie ai poveri per dare ai ricchi – e mi pare che nemmeno il mite Giuliano possa essere definito di sinistra. Ecco vorrei chiedere a Pisapia “sei anticapitalista?, immagino quale sarà la sua risposta e per questa ragione io e Giuliano stiamo da due parti diverse.
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