DI CLAUDIA BALDINI
È una sorta di guerra 2.0, quella in corso nel Mediterraneo, dove la tecnologia e la propaganda diventano armi, con rotte delle navi manipolate da mani ignote, in grado di fornire dati falsi ai sistemi di tracciamento marittimo.
Caldo, caldissimo è il fronte sud, la zona di soccorso dei rifugiati che tentano il viaggio verso le coste italiane, sfuggendo alle guerre, alle torture, alle prigioni dell’Africa. Da una parte le Ong, che hanno messo in mare navi per salvare vite, strappando i corpi all’annegamento spesso certo. Dall’altra un network europeo di organizzazioni di estrema destra, riunite sotto la bandiera di Generazione identitaria.
Ieri sera il profilo tweeter “Defend Europe”, gestito dall’organizzazione di estrema destra, ha lanciato un post: “Che tipo di salvataggio può fare la Ong Open arms quando la loro nave è ad un appena un miglio dalle coste libanesi?”.
Al tweet è allegata la schermata di Marine Traffic, sito di monitoraggio delle rotte marittime, che mostra la nave della Ong spagnola vicina al Libano.
È la prova di un comportamento opaco? In realtà qualcuno, al momento ignoto, aveva poche ore prima manipolato il sistema Ais, che riceve i segnali dai trasponder delle navi.
La Open Arms era in realtà regolarmente in navigazione nella zona di soccorso tra la Libia e la Sicilia. A scoprire l’hackeraggio è stata la stessa Marine Traffic:
“L’unica spiegazione plausibile – spiega Alex Charvalias, esperto di Data intelligence di Marine Traffic, è uno spoofing (clonazione, ndr) del segnale, che ha utilizzato lo stesso MMSI (ovvero il numero univoco della nave, ndr)”.
Insomma un’azione programmata, non un errore del sistema.
QUESTE SONO LE MIE FONTI- TUTTE SCRITTE DA GIORNALISTI DI FAMIGLIA CRISTIANA E GUARDIAN
http://www.famigliacristiana.it/articolo/la-nave-c-star.aspx
https://www.theguardian.com/…/anti-migrant-boat-crew-arrest…
https://www.theguardian.com/…/sicilian-mayor-port-block-shi…
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