DI CHARLOTTE MATTEINI
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“I bagni pubblici sono quindi l’ultimo baluardo di una segregazione sessista che ha radici culturali basate su stereotipi e non su dati scientifici. Ce li siamo tenuti così finché questi stereotipi non hanno iniziato ad essere messi in crisi, non solo dall’affermarsi di una nuova visione della donna – che non ha bisogno di essere protetta perchè, al pari degli uomini, è perfettamente in grado di fare qualsiasi cosa – ma anche della distinzione tra sesso e genere”.
Dunque, per me i bagni divisi sono essenziali perché:
– Nove volte su 10 le porte sono rotte e non si chiudono.
– Sono frequentemente utilizzati da amiche e amici per pensare e creare strategie di cucco che non possono in nessun caso essere rivelate al nemico.
– Il 90% degli uomini non è in grado di ritirare giù la tavoletta, è una tara genetica probabilmente.
Basterebbero queste ragioni, ma tornando alla serietà trovo davvero triste e irrazionale questa tendenza a vedere sessismo ovunque, non è normale. Comprendo l’esigenza, per le persone transgender, di utilizzare il bagno a loro più confacente – ma non credo sia necessaria una legge per permettere ciò, o almeno lo spero – ma ritenere i bagni divisi l’ultimo BALUARDO DI SEGREGAZIONE SESSISTA è un po’ troppo anche per me.
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