DI VANNI PUZZOLO

L’ultimo caso quello della Errani. Ma da Davids a Borriello, quante scuse assurde
Probabilmente è anche la verità, ma in Italia come nel resto del mondo la spiegazione con cui Sara Errani ha dato conto della sua positività al letrozolo ha strappato più di un sorriso malizioso.
Come scritto nella lunga lettera pubblicata su Twitter la tennista italiana, squalificata per due mesi, ha spiegato che è stata colpa di un piatto di tortellini.
Breve riepilogo della vicenda, messa per iscritto anche nel documento della ITF (la federeazione tennistica internazionale): la mamma di Sara Errani prende, dal 2012, un medicinale per curare il tumore al seno.
La tennista azzurra lo avrebbe assunto in maniera inconsapevole mangiando i tortellini preparati dalla mamma alla quale, preparando il ripieno dei tortellini e il brodo, sarebbe caduta accidentalmente e senza accorgersi una pastiglia del farmaco in questione proprio nelle preparazioni del piatto tipico italiano.
I tortellini come veicolo del doping inconsapevole.
Che ci si creda o meno, non è nemmeno la spiegazione più strampalata uscita nelle cronache nei vari anni.
L’antologia dei casi è ricca e a volte davvero divertente. Per restare in ambito culinario, come per l’Errani, basta tornare indietro di qualche anno, alla positività al clenbuterolo di Alberto Contador: lo spagnolo si giustificò sostenendo di aver mangiato una bistecca contaminata.
Scusa non accolta, con conseguente squalifica.
Carne di cinghiale a base di… nandrolone, invece, era stata la giustificazione alla positività che diedero, oltre 15 anni fa, da Christian Bucchi e Salvatore Monaco: tutta colpa di una grigliata.
Il nandrolone aveva fatto tante “vittime” in quel periodo: Fernando Couto si giustificò dicendo di aver usato uno shampoo sbagliato, Edgar Davids uno sciroppo omeopatico per la tosse, Manuele Blasi una pomata schiarente per capelli.
Il caso più eclatante legato al nandrolone, però, fu quello dell’atleta tedesco Dieter Baumann: il suo dentifricio, secondo la sua versione, era stato adulterato in maniera volontaria.
Un complotto, insomma.
Gilberto Simoni uscì pulito dalla positività alla cocaina che lo obbligò al ritiro dal Giro del 2002. Dopo le prime due ipotesi, té alla coca e anestetico del dentista, il ciclista dimostrò la sua innocenza spiegando che era tutta colpa delle caramelle che la zia suora gli portava dal Sudamerica.
Richard Gasquet giustificò la sua positività alla coca spiegando che aveva baciato una modella in discoteca.
Ma resta sempre in pole position la positività ai metaboliti del cortisone di Marco Borriello nel 2006.
La spiegazione arrivò direttamente dalla sua fidanzata di allora, Belen Rodriguez: colpa di una pomata per le parti intime utilizzata dall’argentina e di un successivo rapporto sessuale.
Annunci