DI CLAUDIA PEPE
La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che dà l’avvio ad un Piano nazionale di sperimentazione che coinvolgerà Licei e Istituti tecnici. 100 classi sperimenteranno il diploma in 4 anni. “Ma sì, dopo le lauree brevi adesso sperimentiamo pure i licei brevi, poi passeremo alle elementari ridotte e alle medie annullate. Si formeranno cervelli brevi ma sarà tutto molto molto più veloce. La ministra Fedeli, che ha fatto studi assai brevi, sovrintende serafica.” Così dice in modo egregio la mia amica Costanza Firrao, e ha ragione. A questo punto mi chiedo perché non chiudere le Scuole e innalzare la supremazia della cultura CEPU, e riporre le nostre speranze in quelle scuole private rimpinzate da fondi milionari. Dopotutto questa fantastica Italia ha chiamato Capitan Schettino a far lezione all’Università dopo aver fatto naufragare una nave e procurato decine di morti, e ha chiamato Bobo Vieri, a rappresentare la cultura a pagamento. A questo punto se a voi va bene, proporrei la laurea honoris a Salvini per la sua disquisizione sull’uguaglianza tra ruspe e trattori, e a Maria De Filippi le darei la Presidenza del Senato per la sua imparzialità in UOMINI e DONNE.
Ma parliamo seriamente. Questa riforma e tutte le sue propaggini sono state attuate nottetempo, ponendo la fiducia al governo, e senza consultare chi nella scuola lavora. Nella scuola si lavora male perché così si è voluto in alto. Svecchiarla non significa mortificarla, darla in pasto agli investitori privati (che tutto perseguono, tranne il bene comune), renderla l’anticamera di lavori precari e non qualificati. Non sono persone serie quelle che hanno deliberatamente ridotto la scuola secondo il modello d’oltreoceano, dove quella statale è diventata il calderone dei ghettizzati e quella privata il luogo in cui si coltiva la supremazia di pochi. Perché non chiedono a noi cosa serve alla scuola? Questa innovazione mascherata da riforma ha un solo obiettivo: tagliare posti di lavoro, insegnanti, collaboratori ATA, ma soprattutto cultura. La “Buona Scuola” non sa più cosa inventarsi per produrre ignoranza, manovalanza, e nuove strategie per generare analfabeti funzionali. Ma tutto ciò ce lo chiede l’Europa, o è una tattica che vuole sempre più ignoranti per poterci manipolare più facilmente? Allora, suvvia, aboliamo la Scuola, l’istruzione, bruciamo i libri, studiamo sui telefonini, regaliamo direttamente il diploma così risparmiamo sugli stipendi dei docenti. Perché di questo si tratta: risparmio. Risparmio che va a cadere sui nostri studenti, sul loro pensiero critico, sulla loro libertà e sulla loro libera scelta. E tutti questi provvedimenti provengono da un governo di sinistra! Questo è l’ennesimo tentativo di riduzione del percorso di studi, tentativo iniziato con il governo Berlusconi, per ridurre i cittadini ad essere sempre più ignoranti. E tacere è una vergogna. Parlano di immissioni in ruolo, e poi riducono il tempo scuola invece di innalzarlo. Conviene vendere direttamente il diploma presso le tabaccherie, oppure conquistarlo con i punti delle patatine. Quattro anni di liceo, l’università la possiamo spezzettare ancora un po’, la patente diamola a sedici anni e ultimo ma non ultimo, abbassiamo anche la maggiore età così potranno anche votare. Niente leggi, nessuna conoscenza e nessun diritto. Il disegno è molto chiaro. Siamo governati da politici senza passione e serietà, incapaci di visioni ampie, di fare riflessioni adeguate alle circostanze. Ma intanto, i Sindacati dove sono a frenare questi tentativi di smantellamento di uno Stato di diritto e di un inderogabile dovere verso i nostri studenti e futuri cittadini?
Perdonateci ragazzi se non siamo stati capaci di difendere il vostro futuro, ma il vostro futuro noi lo costruiamo ogni giorno, e loro, ogni giorno lo demoliscono. Come tutte le cose belle. E come tutte le cose belle, i nostri sogni e il vostro destino non fanno parte di una coscienza civile e politica.
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