DI MASSIMO WERTMULLER
Oggi un bambino, molto bello peraltro, stava sdraiato quasi in mezzo alla strada-e quel quasi vuol dire che non era in pericolo-a sfidare le macchine che gli passavano vicino, con un bicchiere vuoto accanto, forse per l’elemosina. Difatti una ragazza ci fa sapere che si tratta di un piccolo nomade che ogni tanto passa lì anche con la nonna, anch’essa nomade. Quando abbiamo capito che non c’era verso di farlo alzare, perché ci sorrideva facendoci intendere che quello per lui era un gioco divertente, e soprattutto che appunto non era in pericolo, ce ne siamo andati. E mi è venuto in mente un pensiero generale. Quel bambino, non certo per colpa sua, non saprà mai, non conoscerà mai, la serenità, la giustezza, la forza, il riparo, persino la gioia che possono donare le norme condivise dai più, la disciplina, la rettitudine. Tutte qualità che aiutano appunto a vivere meglio. E mi è venuto in mente, questo il pensiero, che il valore metaforico di quella piccola scena mi confermava ciò che già sapevo, e cioè quanto sarebbe urgente, necessario, più di chissà quante altre iniziative, che i genitori per primi, le famiglie, le comunità, gli Stati investissero davvero nella Cultura, nella Civiltà, come unici strumenti di crescita e di miglioramento, cominciando dalle scuole…
Annunci