DI VANNI ZAGNOLI
La prima stesura, poi sostituita da un articolo diverso, del commento all’argento dell’Italia alla World league femminile di volley
Vanni Zagnoli
Resta giusto il rammarico per quel tiebreak neanche giocato, con le azzurre doppiate. Meritavano i vantaggi anche nel 5° set della finale di World Grand Prix, dopo le Six conquistate contro pronostico, con un parziale di 7 vittorie su 8, e aver eliminato Usa la Cina ospitante, a Nanchino. Il Brasile resta una maledizione, con le finali olimpiche maschili perse ad Atene 2004 e a Rio, ma anche nel femminile, con la Wgp perduta a Reggio Calabria, nello ’04, e l’anno successivo in Giappone.
Il 2-3 è dei rimpianti anche per le olimpiadi, perchè con Davide Mazzanti come ct, prima di Bonitta e Mencarelli, di Barbolini (l’altro migliore) e del primo Bonitta, l’Italia sarebbe probabilmente arrivata ad almeno un podio a cinque cerchi. Può farlo a Tokyo 2020, ma 3 anni sono tanti. Il cambio generazionale è terminato, dal 2010 le azzurre non abbrancavano il podio nel Wgp. Dispiace che la World league rosa non sia stata trasmessa, occorreva cercarla a computer, ingrandire lo schermo e ascoltare l’inglese. Incredibile che le tv italiane, anche di terzo piano, non abbiano acquisito i diritti, anche solo di quel commento. C’è tanto Nordest, comunque, con le bordate di Paola Egonu, di Cittadella, vissuta a lungo a Galliera Veneta, con la regista Ofelia Malinov, trapiantata a Bassano. “Ophelia, che cosa provi quando, la voce dagli spalti…”, sovviene la canzone dei Nomadi, di quasi mezzo secolo fa. Lia ha soppiantato Orro, la baby regista titolare a Rio. Monica De Gennaro è il libero di Conegliano, gattona in difesa. E’ un’Italia fortemente multietnica, con le famiglie nigeriane di Egonu e Sara Bonifacio (mamma), i bulgari Malinov, la lituana Sorokoite e Miriam Sylla, della Costa d’Avorio, nata a Palermo.
L’esperienza delle carioca caratterizza l’avvio, la ricezione è imprecisa, con palla sempre staccata da rete. Tandara e Drussyla danno il 9-14, muro e tuffi portano il 16 pari, Egonu e Caterina illudono sul 20-18, il Brasile pareggia a 23 e chiude. Il 19-13 del secondo entusiasma, al centro Bonifacio regge, subentrata a Folie, infortunata alla mano destra. L’Italia domina (18-11), sorpassata però dalle battute di Rosamaria e due muri su Egonu, uno di Natalia. Nel 4°, gli aces di Caterina Bosetti e della capitana Chirichella consegnano il +7, con resistenza a 4 punti sudamericani in sequenza. Ana Beatriz si oppone a Cata, Egonu caccia fuori. E’ festa Brasile, con avvenenza e fisicità.
ITALIA-BRASILE 2-3: 24-26, 25-17, 22-25, 25-22, 8-15.
ITALIA: Malinov 4, C. Bosetti 17, Folie 1, Egonu 29, L. Bosetti 6, Chirichella 14; Di Gennaro (l). Bonifacio 10, Loda. Ne: Sylla, Sorokaite, Orro, Danesi e Parrocchiale. All. Mazzanti.
BRASILE: Adenizia 6, Roberta, Tandara 22, Natalia 22, Drussyla 4, Ana Beatriz 12; Suelen (l). Carol 2, Monique, Gabi (l), Macris, Amanda, Rosamaria 6, Mara. All. Zè Roberto.
Arbitri: Liu (Cina) e Mokry (Slovenia).
Note: 5mila spettatori. Durata Set: 27’, 26’, 29’, 32’, 14’. Aces: Italia 5, Brasile 3; battute sbagliate 14-8; muri 9-15; errori 31-22.
3° posto: Serbia-Cina 3-1: 25-22, 20-25, 25-23, 25-21.
Albo d’oro: Brasile 12 ori, 5 argenti, 2 bronzi. Usa: 6, 1,2. Russia: 3, 6, 4. Cuba: 2, 4, 2.
Cina: 1,5,3. Olanda: 1 oro. Italia: 3 argenti, 4 bronzi.
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