DI VANNI CAPOCCIA
il prof.Tullio De Mauro, linguista di fama mondiale, da ministro della Pubblica Istruzione tentò una riforma della didattica che vedeva materne, elementari, medie e superiori nel loro complesso, apportando modifiche a ogni ciclo formativo.
Un visione olistica, omogenea che mi pare prevedesse anche delle superiori più corte di un anno. Ma era, appunto, all’interno di un unico pensiero educativo.
Gli insegnanti e i sindacati si ribellarono e non se ne fece niente. Ricordo che il professore Tullio De Mauro in un incontro sull’argomento a Napoli si commosse fino alle lacrime. De Mauro poi è morto e alla notizia della sua scomparsa tutti a ricordarlo per la fama internazionale, i grandi meriti scientifici, i volumi pubblicati alcuni dei quali indispensabili per l’insegnamento della lingua italiana, le capacità umane, didattiche e divulgative che facevano di lui un grande educatore.
Al ministero dell’Istruzione ora c’è una ministra ex sindacalista che vuol sperimentare i licei brevi di quattro anni, come duravano una volta le magistrali. Senza pensare a tutto il percorso formativo, a quello che c’è prima a quello che eventualmente ci sarà dopo all’università.
Un’idea che sembra pensata solo per risparmiare, buttata là d’estate quando tutti siamo distratti dalle vacanze, dal caldo infernale, dai migranti, da come giocano le nostre squadre nelle partite di precampionato.
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