DI- STEFANO ALGERINI
Mercoledì 9 agosto: in una discretamente nota città d’arte, ormai completamente sotto il controllo delle milizie turistiche, i pochi indigeni superstiti, barcollando, cercano rifugio dai lanzichenecchi e dalla temperatura spietata dentro un bar di periferia misteriosamente aperto. Sul cassone dei gelati un quotidiano sportivo ”colorato” si apre e si richiude sollecitato da un ventilatore stremato che, ad occhio, non vedrà la prossima estate.
A pagina 10 il titolo recita: “Gigante Skriniar. Il Milan dell’Inter, aggressività e cuore tenero”: inevitabile interessarsi. Anche perché la memoria, pur in buona misura evaporata col caldo, rimandava ad un giocatore strutturato sì, ma non proprio simile a Polifemo. Veloce ricerca sul telefono: 187 centimetri. Ecco, appunto. Inesorabile affiora la domanda: che aggettivo avrebbe usato l’estensore dell’articolo si fosse trovato a parlare di Shaquille O’Neal? Mah… forse però la parola “gigante” è usata anche in senso lato: magari “gigante del pensiero”, chissà. Meglio proseguire nella lettura.
Ed in effetti già l’incipit dell’articolo è di quelli forti: “Non ama le parole, preferisce i fatti”. Vedi che era giusto avere fiducia, gigante dentro, non solo fuori! Ma è solo l’inizio: in poche righe veniamo a sapere che il ragazzo in campo è aggressivo, preciso, puntuale ed arrembante; fuori dal campo educato posato ed umile. Wow! All’esterno del bar il vento africano spazza gli ultimi residui di vita, una signora si accascia stremata, ma non possiamo staccarci dal foglio: siamo ormai completamente rapiti dalla descrizione di questo eroe moderno di cui fino a poco prima eravamo ignari dell’esistenza.
Proseguendo apprendiamo che si esprime in un ottimo italiano, ma vorrebbe farlo meglio e quindi chiede minuziosamente i temi che verranno trattati quando si troverà davanti i giornalisti. Tutto ciò è meraviglioso, specie considerando che nemmeno Trump probabilmente viene informato minuziosamente su cosa gli chiederanno i giornalisti. Ma non fermiamoci: si viene a sapere che il giovane gigante ha legato benissimo con i più esperti Miranda ed Handanovic, ma che si ferma spesso a dialogare volentieri con i giovani Pinamonti e Vanheusden.
Una predisposizione d’animo che insomma lo avvicina a San Francesco d’Assisi. E sembra di vederlo mentre da lassù, da quell’incredibile metro ed ottantasette, posa fraternamente la mano sul capo dei giovani, rassicurandoli che sarà pronto a proteggerli da ogni avversità che dovessero trovarsi ad affrontare. Certo tutto ciò comporta un rischio: in qualche mente perniciosa potrebbe germinare il dubbio di un mezzo uomo, uno con poco testosterone. No, al tempo!
Nell’ultimo paragrafo ogni riserva in proposito viene spazzata via, con forza, come è giusto che sia: Barbora Hroncekova. Basterebbe il nome, ma ci sono anche le foto. La fidanzata è una modella di quelle a misura di calciatore, da catalogo insomma: lunghi capelli lisci, sguardo languido, e bacio appassionato d’ordinanza. Ma non si pensi ad una coppia mondana, vacua: no. Le loro vacanze estive sono state a Strabskè Pleso, tranquilla località montana (con la t!) della Slovacchia, in mezzo a famigliole e bambini vocianti che, immaginiamo, il gigante buono non avrà mancato di accarezzare sul capino con le sue manone.
Usciamo dal bar e ci sentiamo migliori, questo articolo ci ha restituito entusiasmo e voglia di vivere, ed anche i quaranta gradi non fanno più tanta paura. Se fossimo giganti anche noi ci fermeremmo a soccorrere e sollevare la signora agonizzante, ma siamo ben sei centimetri meno, non ce la faremmo mai. Proseguiamo verso casa ed il passo è migliore, più elastico. Ed è naturale pensare che se i giornali fossero sempre così pieni di ritratti positivi il mondo sarebbe un bel posto in cui vivere. Grazie gigante.
Annunci