DI ENNIO REMONDINO

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Sopratutto Africa e Oceano indiano, dall’allora ‘Africa francese’ all’Indocina prima che fosse Vietnam. Negli ultimi cinquant’anni, la Francia ha compiuto in quelle aree oltre cinquanta interventi militari ufficiali, senza contare le operazioni segrete e clandestine del Service Action della DGSE. Più missioni meno uomini e mezzi: dagli anni ’60 a oggi, gli uomini schierati permanentemente in Africa sono diminuiti del 75%, circa 7.000.

L’istinto coloniale francese sopravvive a tutte le Repubbliche numerate che volete, anche alla versione numero 5 interpretata da Macron. Un interessante studio di Francesco Palmas su Analisi Mondo, racconta della‘Africa first’ dalle parti di Parigi.
Scopriamo che negli ultimi cinquant’anni, la Francia ha operato nella ‘Africa francese’ e nell’ Oceano indiano, con oltre cinquanta interventi militari ufficiali, senza contare le operazioni segrete e clandestine, del Service Action della Direction Générale de la Sécurité Extérieure.
Missioni sono in aumento, soldi e soldati in calo: – 75%, ridotti a 7.000 unità. Ecco spiegata postuma la lite tra il capo di Stato maggiore che poi si è dimesso, e Macron.
Rimpianti di ‘grandeur d’antan’, quando l’Armée, nella guerra d’Algeria, tenne in armi un esercito di mezzo milione di uomini per 8 anni.
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http://www.remocontro.it/2017/08/09/frammenti-dimpero-la-presenza-militare-francese-allestero/
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