DI VANNI PUZZOLO

Verso il Mondiale di Russia, senza cattivi pensieri: la fiducia a Ventura e non solo.
Tavecchio fa “olin ”
Cinque giorni fa, il rinnovo del contratto a Gigi Biagio, ct dell’Under 21 fino al 2019, quando l’Europeo si giocherà in Italia.
E, in parallelo, i rinnovi e le nomine dei responsabili di tutte le squadre azzurre a ogni livello, maschile e femminile, in scadenza nel 2017.
Mancava soltanto il sigillo (eventuale) a un contratto, quello più oneroso e dal “peso” più importante da tenersi sulle spalle e da portare in giro per l’Europa e il Mondo: quello del ct della Nazionale maggiore.
Non che fosse necessario, ma siamo dinanzi alla svolta del calcio azzurro, peraltro non decisiva e rimediabile nei play off di fine autunno: la sfida alla Spagna, sabato 2 settembre a Madrid, dove servirà solo vincere per avere il pass verso i Mondiali di Russia 2018; e dove vincere -fatalmente- sarà molto, molto difficile, ed è meglio tenersi stretto (anche mentalmente) il vincolo dei play off, se non si vogliono rincorrere sogni quasi impossibili, com’è quello di sbancare il Bernabeu e farsi contaminare dall’angoscia.
Del resto già nel ’98 ai Mondiali andammo col ripescaggio.
Così, con questo atto formale e ufficiale di dare piena fiducia a Gianpiero Ventura fino al 2020, ovvero ben oltre la sfida alla Spagna, all’eventuale barriera dei play off e del prossimo Mondiale (se ce lo meriteremo) significa porre una barriera al mare di pensieri e di eventuali cattivi pensieri che ci separano da sabato 2 settembre, che è un po’ lo spartiacque dei primi 13 mesi di Ventura e del suo progetto azzurro.
Progetto cui si crede e che deve procedere.
Poi ci sarà il tempo delle riflessioni e delle opportunità, a prescindere.
Il successore di Ventura non è mai stato individuato.
E aprire una finestra più ampia, che vada oltre il 2018, ha tanti significati: la speranza che tutto vada bene e la certezza che Ventura è un ct da tenersi stretti.
Fino a prova contraria.
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