DI SABRINA PARAVICINI
Facciamo colazione insieme a una famiglia svizzera, prima di partire faccio un milione di coccole al cane di casa, è come la mia Hermione, stessa taglia, stesso sguardo, stesso naso.
Il proprietario mi dice “E’ dura lo so! questo è il nostro secondo cane, la prima è andata via a sei anni…”
“La mia a sedici, seize…”
Elliot è dolcissimo, si fa accarezzare sul pavimento.
Partiamo. Salutiamo i bambini: Zac e Lila, la signora mi abbraccia e mi bacia.
Oggi rientriamo in Italia, in Valtellina.
Sono otto ore di viaggio che diventeranno dieci.
Passeremo da Moulins, poi Macon, Geneve e il tunnel del Monte Bianco, Aosta, Milano e Morbegno.
Il paesaggio da Bourges a Moulin è bellissimo, una pianura magica e immensa, campi di girasoli, di frumento tagliato, mucche placide adagiate sui prati. Bellissimo, incontriamo due castelli. Ma il viaggio è lungo e non ci fermiamo.
Arriviamo al tunnel del Monte Bianco, lo anticipa un ghiacciaio che incombe dall’alto con sfumature azzurre e bianche. Saliamo e arriviamo in cima. Attraversare il tunnel costa 43 euro per 11 chilometri, praticamente 4 euro a chilometro. Ti danno un opuscolo dove devi seguire tutte le indicaizoni: min 50 kmh max70, distanza tra un mezzo e l’altro 150 metri e sintonizzare la radio su 107,70.
Faccio tutto, mi sintonizzo: è la radio francese del traffico autostrade. A un certo punto nel nulla del tunnel dalla mia radio mi parla una voce che dice tutto quello che bisogna fare, indica le uscite di sicurezza e come fare in caso di bisogno. Mi viene l’ansia, non so quanto è lungo il tunnel, lo cercehrò solo dopo su google, mentre ci penso però il tunnel finisce e siamo in Italia.
“siamo in Italia Nino”
“mamma cos’è il sesso?”
“il sesso è quando due persone si vogliono bene e si danno baci, e abbracci e qualcosa di più”
“ma è una cosa umiliante?”
“no, certo che no! E’ una cosa bella se ci si vuole bene, ma perché mi chiedi del sesso? dove l’hai sentito?”
“ma no, niente, mamma cambiamo argomento, parlami dei tuoi fidanzati e dimmi perché i fidanzamenti sono finiti”
Racconto, vuole sapere anche del suo babbo.
Gli dico che ora è meglio, che abbiamo smesso di litigare.
Mi chiede cosa faceva lui quando litigavamo, gli dico che non faceva nulla, che guardava la tv e non ci guardava.
Non si ricorda.
Mancano 300 chilometri all’arrivo, sto guidando da sei ore e ne avrò altre quattro da fare.
Sono stanca, ma felice.
Questo viaggio è stato fantastico. Lo scorso anno dopo essere stata a Parigi con Nino ho passato un mese a pensare che volevo vivere a Parigi, oggi penso che voglio vivere e basta.
Non è importante dove, ma come.
E soprattutto ho compreso che il viaggio siamo noi, tutto il viaggio è dentro di noi, se qualcuno aprisse la mia pancia ci troverebbe dentro tutto questo viaggio. Come se spazio e tempo non ci fossero.
Questo è stato il viaggio in macchina con Nino: imparare che noi siamo il viaggio, che noi siamo il motore delle cose.
Quando ho spento la macchina il computer di bordo mi dava 3020 km fatti.
Ho guidato per 3020 km in nove giorni. Ho portato Nino da qui a Parigi passando per Marsiglia, Montepellier, Lione. E’ stato fantastico.
Mi sembra di avere qualcosa di diverso, un connessione diversa con le cose, con Nino, con tutte le persone che ho incontrato e con voi che ci avete seguito con affetto.
Grazie, questo viaggio è anche vostro, anche voi siete il nostro viaggio.

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