DI SABRINA PARAVICINI

Lunedì mattina, facciamo colazione in un posto bellissimo, un coworking, si paga 5 euro all’ora a testa e la ragazza gentile che è alla cassa ci spiega che si può mangiare e bere tutto quello che vuoi, mangiamo pane, burro, marmellata, biscotti, caramelle, nutella, latte, caffè, frutta e cioccolato.
Prendo la macchina, ho proposto a Nino di fare un giro in mongolfiera al Parco Cytroen. Arriviamo alle 11.30 facciamo mezz’ora di coda, nel frattempo la mongolfiera si alza e si abbassa tre volte. Non so se ho paura o no, a certo punto gli dico se vuole salire da solo, io lo aspetto giù.
“fifona, hai paura?”
“sì, un po’ ”
“guarda quel bambino avrà due anni”
“va bene allora salgo”
La salita in mongolfiera è fantastica, sembra di essere fuori dal tempo. Come nel telefilm di Pippicalzelunghe. Si sale oscillando un po’, poi diritti in modo veloce ma dolce.
Su si vede tutta Parigi, sotto di noi vediamo che nel parco ci sono dei giochi d’acqua. Quando scendiamo andiamo a vederli. Ci sono dei bambini che giocano con gli spruzzi.
“nino vai anche tu!”
“ma non ho il costume”
“vai in mutande!”
“certo le mutande le ho!”
Si spoglia in tre secondi, mi passa i suoi vestiti e si butta tra i getti di acqua.
Stiamo un po’ poi compriamo dei panini e dell’acqua in un Carrefour, ci sono anche le patatine al gusto di pollo, prendiamo anche quelle.
Mangiamo su un prato, davanti a due cigni e a una dozzina di fagiani, le patatine al pollo sanno davvero di pollo alla griglia, sono pure ecosostenibili, sulla confezione viene spiegato bene come si coltiva la terra per le patate, l’azienda è a conduzione famigliare, sono di Brest.
Con la macchina mi dirigo verso la fondazione Louis Vitton, anche lì c’è un grande parco. Anche lì ci si bagna tra i getti di acqua.
Siamo dentro al Bois de Boulogne, arrivando vedo un sacco di macchine parcheggiate, dico a Nino che anche qui fanno i pic nic, invece mi accorgo che sono tutte prostitute, sulle macchine ci sono appesi dei foulard rossi che pendono, forse li mettono quando stanno lavorando.
Bois de Boulogne è la nostra Salaria.
Sbaglio strada due volte, e mi ritrovo di nuovo tra le prostitute. Nino non si accorge di come sono vestite, oppure sì e fa finta di niente. Ci si affianca una macchina, il padre davanti e due ragazzine di dodici anni dietro, guardano Nino e sorridono, cantano, ridono forte e cercano di farsi notare.
Nino sorride, si imbarazza.
“Cosa fanno?” mi chiede.
“sono ragazze, sono francesi, credo che stiano cercando di attirare la tua attenzione!”
Diventa rosso, mi chiede cosa vuol dire “squinzia”.
“dove l’hai sentito?”
“nel cartone animato Megamind! Ho collegato”
Guidare a Parigi non è semplice, di lunedì, c’è un sacco di gente in giro. Ieri era stato più facile arrivare in hotel. Il parcheggio vicino all’hotel costa 4 euro l’ora. 2,50 nelle zone più periferiche.
Alla fondazione ci fanno entrare senza pagare nulla, Nino sente che dico “authism” e mi chiede cosa c’entra, gli rispondo che i ragazzi con la sindrome non pagano i musei e hanno un ingresso prioritario.
“perché?”
“perché siete un po’ come gli artisti, siete creativi, anche loro non pagano i musei”
Mi guarda felice e soddisfatto.
“allora con questa sindrome entro gratis ai musei e ho un ingresso prioritario!”
La mostra è fantastica, l’Africa è il futuro, è il passato, è la nostra opportunità e purtroppo pochi lo capiscono.
Oggi Nino indossa il cappello che abbiamo comprato a Marsiglia, domani per andare alla città della scienza si vuole travestire da Jocker, abbiamo portato apposta il suo costume dall’Italia, gliel’ho fatto io lo scorso anno con del raso viola e il gilet con un pezzo di pannolencio verde. Gliel’ho cucito addosso, male, infatti è pieno di buchi. Però a lui piace.
Torniamo in hotel alle sette di sera. E’ stata una giornata bellissima.
Ci incontriamo con Erica, una ragazza italiana che è nata vicino al paese dove sono nata io. Mi ha scritto su Facebook pochi giorni fa. Mi fa tantissimo piacere questo incontro. Erica fa la ricercatrice a Parigi, è genetista. Vive qui da quattro anni. Le presento NINO, si abbracciano.
Mentre prendiamo un caffè in hotel sento chiamare il mio nome. “Sei Sabrina?!” E’ Kiko un amico di Facebook che vive a Londra e fa il tour manager, incredibilmente ha preso il nostro stesso hotel nelle nostre date. Domani c’è un concerto di un gruppo di ragazzi che segue. Noi domani partiamo per la Loira.
Le coincidenze, le adoro.
Mangiamo in un ristorante africano nella via africana di Parigi.
Sono tutti meravigliosamente black. Nino mangia riso al latte di cocco, cosce di pollo e alette di pollo.
Poi vuole una crepe alla nutella.
E’ stata una giornata bellissima, dalla macchina abbiamo visto l’Arc de trionphe e ho guidato sugli Champs Elysèes.
Il punto di vista dalla macchina è completamente diverso.
Domani partiamo per i castelli della Loira, ma prima un sosia di Jocker si farà vedere nei dintorni della Geode.
Annunci